Evitare la doppia tassazione tra Italia e Canarie

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José Bruno Ramírez Cubas

Abogado – Asesor Fiscal

Gli Accordi per prevenire ed evitare la doppia tassazione tra Italia e Spagna (quindi anche le Isole Canarie), conosciuti anche come trattati tributari.

Tali rappresentano intese bilaterali attraverso le quali le nazioni firmatarie coordinano le loro prerogative fiscali per abolire la doppia imposizione sui guadagni e/o sul patrimonio dei cittadini residenti (sia fisici che giuridici).

Tra questi trattati figura anche quello concluso tra Italia e Spagna, che risulta particolarmente significativo data l’intensa rete di relazioni economiche che lega i due Paesi.

DOPPIA TASSAZIONE CANARIE ITALIA

Un considerevole numero di italiani ha infatti legami economici con le Isole Canarie (quindi Tenerife, Lanzarote, Gran Canaria, Fuerteventura, etc.) lavorando in quest’ultima come autonomi o dipendenti, al pari di numerose aziende che operano sia in Italia che in Spagna.

In questo testo ci concentreremo sull’accordo per evitare la doppia imposizione tra Italia e Spagna, analizzandone i principali aspetti e illustrandone il funzionamento e i benefici.

Che cos’è l’accordo Italia – Spagna per prevenire la doppia tassazione?

L’intesa siglata tra Italia e Spagna per contrastare le doppie imposizioni sulle imposte relative al reddito e per combattere l’evasione fiscale è stata formalizzata a Roma il giorno 8 settembre 1977 e successivamente convalidata mediante la legge numero 663 del 29 settembre 1980. Tale intesa è fondamentale per evitare la doppia tassazione tra Italia e le Canarie.

Qual è stata la genesi di questi patteggiamenti bilaterali tra nazioni, mirati a sradicare la doppia imposizione?

La crescita della libertà di insediamento e della prestazione di servizi libera all’interno dell’Unione Europea, negli anni recenti, ha incrementato la mobilità delle imprese, portando in evidenza problematiche prima trascurabili.

Una società italiana, ad esempio, che commercializza beni o presta servizi in un paese membro dell’UE come la Spagna, potrebbe, senza saperlo, istituire una presenza fissa nel paese.

Di conseguenza, lo Stato ospitante, in questo caso la Spagna, potrebbe richiedere che i guadagni generati localmente siano soggetti a imposizione fiscale sul suo territorio.

Questa situazione rischia di scatenare il fenomeno della doppia imposizione, dove gli stessi profitti sono tassati sia nel paese in cui sono stati generati che in quello di residenza della società.

La figura del consulente, sia esso un avvocato a Gran Canaria o dottore commercialista a Tenerife specializzato in fiscalità internazionale, diviene cruciale per evitare tali situazioni.

Grazie alla sua esperienza e conoscenza, il consulente aiuta le aziende a precludere condizioni fiscali ingiuste, che porterebbero al pagamento di tasse sui medesimi introiti in stati diversi.

Senza una normativa internazionale che normi o veto la doppia imposizione fiscale, svariate nazioni hanno dunque optato per instaurare collaborazioni per mitigare o neutralizzare gli effetti della doppia imposizione fiscale, incentivando allo stesso tempo le attività economiche oltre i confini nazionali.

Gli accordi per evitare le doppie imposizioni sono risultati di negoziazioni diplomatiche, espressione delle relazioni internazionali, con l’obiettivo di disciplinare la tassazione delle società operanti tra due nazioni.

Questi trattati sono vitali per assicurare che le imprese non subiscano una tassazione duplicata sui loro redditi, agevolando di conseguenza gli scambi commerciali e gli investimenti oltre confine.

Tali accordi definiscono regole precise su come e dove le imprese debbano versare le tasse sui loro guadagni, promuovendo un ambiente fiscale più stabile e prevedibile per le attività commerciali internazionali.

L’Accordo per evitare la doppia imposizione tra Italia e Spagna stabilisce principi chiave in materia di tassazione sia per persone fisiche che giuridiche, evidenziando in particolare le norme relative ai guadagni immobiliari, agli utili aziendali, al lavoro autonomo e dipendente, e alle pensioni.

La stragrande maggioranza dei trattati bilaterali contro la doppia imposizione segue il percorso tracciato dal Modello di Convenzione elaborato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici (OCSE)

Esiste, poi, un secondo modello significativo, promulgato dalle Nazioni Unite nel 1980, che viene ampiamente adottato nei trattati tra paesi con economie sviluppate e nazioni in fase di sviluppo.

Il Modello OCSE non agisce come una legge del diritto internazionale, bensì come una raccomandazione per gli stati membri, offrendo un punto di riferimento nella formulazione dei trattati.

Pur non essendo obbligatorio, molti dei paesi membri dell’OCSE hanno adottato o adeguato i propri accordi bilaterali in linea con le indicazioni del modello OCSE.

Principi Di Residenza Fiscale E Doppia Imposizione Italia – Canarie

In Italia, le Convenzioni contro la doppia imposizione vengono integrate nell’ordinamento nazionale attraverso un procedimento di ratifica parlamentare, culminante in una legge ordinaria che ne decreta l’effettiva e completa attuazione.

L’entrata in vigore della Convenzione segue allo scambio di strumenti di ratifica tra le nazioni firmatarie. La conferma dello scambio di tali strumenti viene annunciata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

I principi elencati per determinare la residenza fiscale agiscono in modo alternativo. Pertanto, la soddisfazione di anche solo uno di questi criteri è sufficiente per essere qualificati come residenti fiscali in Italia.

Tra questi, esiste una presunzione inderogabile: se una persona è registrata nell’anagrafe di una municipalità italiana per un periodo di almeno 183 giorni (anche non continui) all’anno, è automaticamente considerata residente fiscale in Italia, a prescindere da eventuali dimostrazioni della sua effettiva presenza fisica nel paese.

Nel caso specifico del nostro interlocutore, il fatto di non aver mai revocato la propria iscrizione all’anagrafe della popolazione residente implica, per questa presunzione inderogabile, la sua fiscale residenza in Italia. Ciò rimane invariato anche presentando evidenze incontrovertibili della propria residenza all’estero.

Questa distinzione è cruciale e merita di essere ben compresa da coloro che si apprestano a lavorare fuori dall’Italia o hanno in programma di farlo.

Secondo quanto stabilito dagli articoli 2 e 3 del DPR n. 917/86, coloro che sono fiscalmente residenti in Italia e generano redditi all’estero sono obbligati a versare l’imposta sul reddito delle persone fisiche:

– Per i redditi ottenuti in Italia;

– Per i redditi acquisiti all’estero, anche nel caso in cui questi ultimi siano già stati tassati nello stato estero dove il reddito è stato generato.

Ti incoraggiamo vivamente a prendere in considerazione la lettura del nostro completo articolo che delinea in dettaglio il processo per acquisire la residenza fiscale alle affascinanti Isole Canarie.

 

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“La convenzione tra Italia e Spagna per evitare la doppia imposizione, firmata il 22 dicembre 1970 e successivamente aggiornata, mira a prevenire la tassazione doppia su redditi per persone fisiche e giuridiche residenti nei due paesi”

Francesco J. De Liso

Abogado - Asesor Fiscal, Fiscal Tax Canarie

Determinazione Della Residenza Fiscale Alle Canarie

Nel contesto della determinazione della residenza fiscale di un soggetto, oltre alla legislazione nazionale precedentemente discussa, è fondamentale riferirsi anche alle disposizioni previste dai trattati internazionali, come per esempio la Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Spagna.

Tale convenzione, all’articolo 4, precisa i criteri per stabilire la residenza fiscale dei contribuenti che ne sono oggetto. Specificamente, in prima istanza, si deve considerare la legislazione interna dei paesi coinvolti.

In questa circostanza, la convenzione fa riferimento alla legislazione italiana, che adotta la presunzione irrefutabile di residenza fiscale in Italia per chi non è registrato nell’AIRE.

Questa condizione è già di per sé determinante per essere riconosciuti come residenti, con l’apertura tuttavia alla possibilità di dimostrare una residenza estera secondo le disposizioni dell’articolo 4, comma 2.

Nel caso specifico in cui il lettore abbia trascorso un periodo continuativo alle Canarie, è possibile per lui essere considerato residente fiscale spagnolo in base alla legislazione di tale paese.

La definizione di residenza fiscale, in tali scenari, si basa sulle cosiddette “regole decisori”, con la prima che cerca di individuare lo stato di residenza fiscale nel luogo dove l’individuo possiede una dimora stabile.

Una “dimora stabile” si identifica come il luogo dove l’individuo passa la maggior parte del proprio tempo.

Nel caso in questione, considerando che la residenza abituale del lettore si trova alle Isole Canarie, la sua residenza fiscale è senza dubbio stabilita in Spagna.

Evitare La Doppia Imposizione Se Vivi E Lavori Alle Canarie

Per come è stato analizzato, guadagnare alle Canarie può implicare l’obbligo di versare tasse sui guadagni in Italia.

Questo scenario si applica certamente al nostro lettore che si ritrova a dover affrontare il pagamento delle tasse sia in Spagna che in Italia per lo stesso reddito ottenuto. Questa circostanza crea un caso di doppia tassazione economica sul reddito.

Per prevenire tale doppia tassazione derivante dal versamento delle tasse sui redditi sia nel paese di domicilio fiscale del dichiarante sia nel paese dove il reddito è stato generato:

– La convenzione bilaterale per evitare la doppia tassazione firmata tra Italia e Spagna (ratificata l’8 settembre 1977), articolo 22;

– Il DPR n. 917/86 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), articolo 165;

Entrambi stabiliscono un principio fondamentale di proibizione della doppia tassazione. La norma stabilisce che l’imposta non deve essere riscossa più volte sullo stesso reddito.

In pratica, le tasse versate all’estero per attività lavorative svolte in Canaria possono essere dedotte dall’imposta netta su redditi dichiarati in Italia, per il periodo fiscale durante il quale le tasse sono state definitivamente saldate all’estero.

Quest’azione contribuisce alla creazione del credito d’imposta italiano per tasse estere (previsto dall’articolo 165, comma 1, del TUIR). Tale credito d’imposta è diretto a ridurre l’IRPEF che il lavoratore deve versare, eliminando così la doppia tassazione.

Il principio guida per calcolare il credito per le tasse pagate all’estero afferma che il credito è disponibile fino a raggiungere la porzione di imposta italiana che si proporziona tra il reddito acquisito all’estero e il reddito totale.

Se nutri incertezze riguardanti la tua residenza fiscale attuale e desideri conoscere le modalità per prevenire la doppia imposizione, un esperto commercialista di Fiscal Tax Canarie è in grado di offrirti assistenza per chiarire ogni dubbio.

 

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