Salta al contenuto
Fiscal Tax CanarieAvvocati & Commercialisti
Business digitali · NFT

Tasse sugli NFT: la catena registra tutto, tranne le tre cose che decidono l'imposta

Una vendita di NFT lascia una riga in un registro pubblico che chiunque può leggere e che nessuno può cancellare: portafoglio che vende, portafoglio che compra, identificativo del token, prezzo, data, commissione di rete. Le tre cose da cui dipende come si dichiarano gli NFT — chi sei tu, che cosa il token dà davvero a chi compra, dove sta chi compra — su quel registro non ci sono. Non è un'attività a cui manca l'aliquota: è un'attività a cui manca la prova.

  • 2gli elementi di prova non contraddittori che la norma europea chiede per stabilire dove sta chi compra
  • IGICl'imposta indiretta canaria: c'è o non c'è secondo chi compra, non secondo dove stai tu
  • DAC8dal 1º gennaio 2026 la direttiva sullo scambio di informazioni nomina espressamente alcuni NFT
La schermata di una vendita: è tutto quello che il marketplace ti consegna, ed è meno della metà di quello che serve per compilare una dichiarazione.
La qualificazione, prima di tutto

Prima delle tasse sugli NFT: che cosa vendi davvero quando vendi un token

Il primo errore, quello da cui nascono tutti gli altri, è trattare un NFT come una criptovaluta. Sono due oggetti diversi: una moneta virtuale è fungibile — un'unità vale l'altra — ed è accettata come mezzo di scambio, che è il cuore della definizione da cui partono le regole delle cripto; un token non fungibile è un pezzo unico, non ha un mercato ufficiale che ne fissi il valore, e quello che dà a chi lo compra cambia da collezione a collezione.

Per l'imposta indiretta canaria l'aggancio testuale esiste ed è preciso: fra i «servizi prestati per via elettronica» la legge dell'IGIC elenca la fornitura di immagini, testi e informazioni. Un'immagine venduta e consegnata per via telematica ci rientra con naturalezza. Ma la stessa legge tratta a parte le cessioni e le concessioni di diritti d'autore e degli altri diritti di proprietà intellettuale: un token che trasferisce davvero un diritto di sfruttamento non è la stessa operazione di un token che dà soltanto un collegamento a un file.

Il che significa una cosa sola, ed è la ragione per cui questa pagina comincia da qui: la qualificazione non si legge sul token, si legge sulle condizioni della collezione. Che cosa ottiene il compratore — l'uso privato dell'immagine, un diritto commerciale, l'accesso a qualcosa, il solo possesso del certificato — è la prima domanda della prima consulenza, e va risposta con i documenti alla mano.

  • Chi sei tuChi conia e vende in modo organizzato non fa lo stesso mestiere di chi compra un pezzo e lo rivende. Cambia l'imposta, cambiano gli obblighi.
  • Che cosa dà il tokenUn file, una licenza, un diritto, un accesso: non sono la stessa operazione, e non si presumono.
  • Dove sta chi compraÈ il dato che decide l'imposta indiretta, ed è proprio quello che il portafoglio non dice.
Le condizioni di una collezione stanno in un documento fuori dalla catena, spesso in inglese e spesso mai riletto. È il primo file che chiediamo.
Segui il compratore

L'imposta indiretta non guarda te: guarda chi compra, e dove sta

Stesso token, stesso prezzo, stesso giorno: quattro compratori diversi fanno quattro documenti diversi. Le Canarie sono territorio dell'Unione europea ma restano fuori dal territorio comune dell'IVA — al suo posto c'è l'IGIC. E per i servizi prestati per via elettronica la prima domanda non è dove sei stabilito tu: è chi è il destinatario e dove sta. Comincia dal caso che su un marketplace capita quasi sempre.

Il caso normale: hai venduto a un indirizzo. Non c'è un nome, non c'è un Paese, non c'è un numero identificativo da verificare. La norma europea non lascia il vuoto: trasforma la domanda in un problema di prova.

  1. Che cosa chiede la regola

    Non ti chiede di indovinare. Ti chiede di individuare il luogo del destinatario sulla base di due elementi di prova non contraddittori, scelti fra quelli che la norma ammette.

    due elementi, non uno
  2. Quali elementi valgono

    Indirizzo di fatturazione; indirizzo IP o altro metodo di geolocalizzazione; coordinate bancarie o indirizzo di fatturazione presso la banca; prefisso nazionale della SIM; ubicazione della linea fissa; altre informazioni commerciali pertinenti.

  3. L'alleggerimento che forse non ti riguarda

    Sotto una certa soglia annua di volume ne basta uno solo, ma dev'essere fornito da un terzo che ha partecipato all'operazione — e la norma parla di una sede situata in uno Stato membro, cosa che le Canarie ai fini dell'IVA non sono. Se l'eccezione ti si applichi è una domanda aperta, e la trattiamo come tale.

    da verificare
  4. Che cosa cambia in pratica

    Che la decisione si prende prima di vendere: quali dati la piattaforma ti lascia estrarre, con che frequenza li scarichi, dove li conservi. Se al momento della verifica quegli elementi non ci sono, la presunzione non c'è: resta una ricostruzione, e farla è compito tuo.

    il fascicolo delle prove

Quattro compratori, quattro documenti — e in tutti e quattro la parte difficile non è l'aliquota: è dimostrare chi c'era dall'altra parte.

L'onere della prova

Il compratore è una stringa esadecimale. Che prova ti resta?

Qui sta la differenza fra questa attività e tutte le altre che seguiamo. Chi vende online un oggetto ha un indirizzo di spedizione; chi fattura una consulenza ha un cliente con un nome; chi fa trading riceve dal broker un rendiconto già scritto. Chi vende un NFT ha un indirizzo di portafoglio, e il documento fiscale se lo costruisce da solo.

2

La parola che conta è «non contraddittori»

Due elementi che indicano due Paesi diversi non fanno una presunzione debole: non fanno nessuna presunzione. È il caso in cui l'indirizzo IP dice uno Stato e il conto di pagamento un altro: capita, e va risolto prima di emettere il documento, non dopo.

Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, art. 24 ter
3

Quelli che servono a te per smentirla

Cambiare una presunzione già formata costa più che formarla bene: al prestatore la norma chiede tre elementi non contraddittori che indichino un altro luogo. All'amministrazione, per contestarla, non ne servono tre: le bastano indizi di uso improprio. L'asimmetria è tutta la ragione per cui il fascicolo si costruisce prima.

Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, art. 24 quinquies
6

Gli elementi ammessi, da scegliere prima

Sono quelli che la norma elenca, e la scelta fra loro è tecnica: alcuni marketplace lasciano estrarre lo storico degli ordini, altri no; alcuni processori di pagamento conservano il Paese della carta, altri lo cancellano. Si decide prima della prima vendita, non dopo.

Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, art. 24 septies
La domanda che il menu promette

Che reddito sono gli NFT: dipende da che cosa sei, non da che cosa hai venduto

Lo stesso token, lo stesso prezzo, lo stesso giorno: due regimi completamente diversi secondo che tu stia svolgendo un'attività economica o stia realizzando un guadagno patrimoniale. Le domande qui sotto sono quelle che facciamo davvero in studio. Non è un calcolatore e non dà un esito: serve a capire di che cosa parleremo.

Quel token l'hai fatto tu, o l'hai comprato?

È la prima biforcazione, e non è una questione di etichette: cambia la base imponibile su cui finisce tutto il resto.

Il secondo evento

Ti pagano in ETH: una vendita, due cose da dichiarare

Il corrispettivo di un NFT arriva quasi sempre in criptovaluta, non in euro. E siccome arriva così, la stessa vendita genera due momenti fiscalmente rilevanti, spesso a mesi di distanza l'uno dall'altro. Chi tiene la contabilità dei soli bonifici che arrivano in banca ne perde uno e calcola male l'altro.

  • 1 · La venditaIl ricavo si valorizza in euro al cambio del giorno: quel numero è il tuo reddito o la tua plusvalenza, e non lo scrive nessuno al posto tuo.
  • 2 · La moneta fermaFinché resta nel portafoglio non succede niente, ma il costo fiscale è già fissato: è il controvalore del giorno in cui l'hai ricevuta.
  • 3 · Lo scambioIn Spagna anche lo scambio fra due monete virtuali è una permuta imponibile: seconda plusvalenza, senza aver visto un euro sul conto.
  • 4 · Il bonificoQuando i soldi arrivano in banca, i due eventi sono già avvenuti. Se non li hai registrati, qui non si recuperano più.
Tre binari diversi

Come si dichiarano gli NFT: i tre modelli che si confondono sempre

Il reddito segue la strada che hai visto qui sopra — base generale o base del risparmio, secondo che cosa sei. Questi tre modelli guardano un'altra cosa: che cosa possiedi e dove si trova, non quanto hai guadagnato. Finiscono sempre insieme nella stessa conversazione, e due dei tre con i tuoi token probabilmente non c'entrano. Vale allo stesso modo a Gran Canaria, a Tenerife o a Lanzarote: sono obblighi statali e non cambiano da un'isola all'altra.

721

Quello che forse non ti riguarda

È la dichiarazione informativa sulle monete virtuali situate all'estero, sopra i 50.000 € di saldo congiunto a fine anno. Due ragioni indipendenti per cui può non toccarti: «all'estero» dipende da chi custodisce le chiavi per conto tuo e non dalla bandiera dell'applicazione, e un token in un portafoglio di cui le chiavi private ce le hai tu ne resta fuori in ogni caso; e se un NFT sia o non sia una «moneta virtuale» è questione aperta, su cui le pubblicazioni professionali spagnole si dividono. Si valuta, non si presume.

RD 1065/2007, art. 42 quater; Orden HAC/1285/2023
714

Quello che invece gli NFT hanno

L'imposta sul patrimonio comprende i token come «altri beni e diritti di contenuto economico», valutati al prezzo di mercato al 31 dicembre — e siccome non esiste una quotazione ufficiale, il valore lo documenti tu. Contano però due limiti: il minimo esente è di 700.000 € dove la Comunità Autonoma non ne fissa uno proprio, e le Canarie applicano la norma statale; l'obbligo di presentare il modello scatta se l'imposta è a debito oppure se i beni e i diritti superano i 2.000.000 €.

Ley 19/1991, artt. 24, 28, 29 e 37
720

Quello che non c'entra, e che tutti citano

La dichiarazione dei beni e diritti situati all'estero riguarda categorie elencate — conti, titoli e diritti, assicurazioni, immobili rimasti in Italia o altrove — con soglie e regole proprie, e i token non vi rientrano. La nominiamo perché quasi sempre arriva confusa con la prima, e perché a chi si è trasferito da poco quella sì che può riguardarlo.

Agencia Tributaria — beni e diritti situati all'estero
Regolazione e trasparenza non sono la stessa cosa

Fuori dal MiCA non vuol dire fuori dal radar

È la confusione che sentiamo più spesso: «gli NFT non sono regolati, quindi non c'è niente da dichiarare». Sono due piani diversi, e vanno separati.

  • L'esclusioneIl regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività non si applica a quelle uniche e non fungibili con altre.
  • I suoi limitiLe frazioni di un token unico non sono uniche, e l'emissione in un'ampia serie o raccolta vale come indicatore di fungibilità: conta la sostanza, non la forma. Restano fuori anche i token qualificabili come strumenti finanziari, che seguono le regole loro proprie.
  • Che cosa significaEssere fuori dal MiCA non è un vantaggio: è l'assenza delle tutele che il regolamento impone agli altri servizi cripto.
  • La trasparenzaDal 1º gennaio 2026 si applica la DAC8, che nomina espressamente alcuni token non fungibili: sono soggette a comunicazione le cripto-attività utilizzabili a fini di pagamento o di investimento, con valutazione caso per caso da parte del prestatore di servizi.
Prima di ogni calcolo

Dove sei residente, e da quando: qui pesa più che altrove

Si è residenti fiscali in Spagna con più di 183 giorni nell'anno solare, oppure quando il centro degli interessi economici sta qui, oppure per la presunzione legata a coniuge e figli minori. Da lì si è tassati sul reddito mondiale. Chi resta a metà — casa alle Canarie, famiglia e conti in Italia, nessuna iscrizione all'AIRE — non paga meno: rischia di pagare due volte e di doversi poi difendere con le regole della Convenzione fra i due Stati.

Su questa attività il problema resta più scoperto, per un motivo semplice: non lascia tracce territoriali. Non c'è un magazzino, non c'è una licenza comunale, non c'è un contratto di locazione commerciale. Quando l'amministrazione deve stabilire dove stavi mentre coniavi e vendevi, restano solo gli indizi personali — ed è per questo che qui documentare la residenza non è burocrazia: è la prima difesa.

E la differenza fra i due sistemi non è teorica. In Italia le cripto-attività sono definite in modo ampio, con la stessa formula del regolamento europeo — una rappresentazione digitale di valore o di diritti trasferibile e conservabile con la tecnologia a registro distribuito — e sulle plusvalenze realizzate dal 1º gennaio 2026 l'imposta sostitutiva si applica con l'aliquota del 33 %, mentre il 26 % resta ai soli token di moneta elettronica denominati in euro, che un NFT non è; la vecchia franchigia è stata soppressa. In Spagna, per la stessa operazione, si passa dalla base del risparmio o da quella generale secondo quello che sei. Due impianti diversi: il confronto si fa sul caso, non su una riga.

Quello che chiediamo quando prendiamo in carico una posizione: non è burocrazia, è l'unico modo per far tornare i conti a distanza di anni.
Il metodo

Che cosa esce dal lavoro — e quando diciamo che non serve

Non escono sensazioni: escono tre documenti, e sono gli stessi tre da cui poi si ricava ogni dichiarazione.

La qualificazione, per iscritto

Che cosa dà il token a chi compra, che cosa sei tu in questa attività, quali operazioni fai davvero. Da qui discendono inquadramento, obblighi e documenti: se questo passaggio si salta, tutto il resto è provvisorio.

prima di aprire la posizione

Il registro delle operazioni in euro

Data, quantità, controvalore, commissioni, portafoglio di destinazione. È la contabilità che il marketplace non ti dà e che non si ricostruisce a posteriori senza perdere pezzi.

si tiene, non si ricostruisce

Il fascicolo delle prove

Quali elementi sul compratore la piattaforma ti lascia estrarre, con che periodicità scaricarli e dove conservarli. È la parte che quasi nessuno prepara, ed è quella che decide come finisce una verifica.

prima della prima vendita
Domande frequenti

Tasse sugli NFT: quello che ci chiedono

Sono un artista o un investitore: cambia qualcosa?

Cambia tutto, ed è la prima domanda da farsi. Chi crea e vende organizzando i propri mezzi svolge un'attività economica: il ricavo entra nella base generale dell'imposta sul reddito, con apertura della posizione fiscale, inquadramento dell'attività e iscrizione al regime dei lavoratori autonomi. Chi compra e rivende senza organizzazione realizza un guadagno patrimoniale che va nella base del risparmio, con una scala identica in tutta la Spagna. La linea di confine si accerta sui fatti — frequenza, organizzazione, mezzi impiegati — e non si sceglie.

Vendere NFT dalle Canarie mi fa pagare il 7 % invece dell'IVA italiana?

Non è la domanda giusta, e la risposta non è un numero. Per i servizi prestati per via elettronica l'imposta indiretta guarda chi compra: se il compratore è un'impresa stabilita fuori dalle Canarie l'operazione non è soggetta a IGIC e l'imposta la assolve lui; se è un consumatore che vive alle isole l'IGIC c'è; se è un consumatore di un altro Paese dell'Unione l'imposta dovuta è quella del suo Stato, si versa con lo sportello unico, e il trattamento ai fini IGIC va verificato caso per caso. In nessuno dei tre casi «non c'è imposta».

Il compratore è anonimo: come faccio a sapere dove tassare?

Non lo sai per certo, e la norma lo mette in conto: prevede un sistema di presunzioni basato su elementi di prova. Ne chiede due, non contraddittori, scelti fra indirizzo di fatturazione, indirizzo IP o altra geolocalizzazione, dati bancari, prefisso della SIM, ubicazione della linea fissa e altre informazioni commerciali pertinenti. Un solo elemento basta sotto una soglia annua di volume e purché fornito da un terzo: un'eccezione che, per chi è stabilito alle Canarie, va verificata prima di darla per acquisita. Il lavoro sta nel decidere in anticipo quali elementi raccogliere.

Devo dichiarare i miei NFT nel Modelo 721?

Il Modelo 721 riguarda le monete virtuali custodite da un terzo all'estero sopra i 50.000 € di saldo congiunto: un token tenuto in un portafoglio di cui controlli le chiavi private ne resta fuori in ogni caso. Sul fatto che un NFT sia o non sia una «moneta virtuale» le opinioni professionali spagnole non sono unanimi e non risulta una presa di posizione che chiuda la questione: si valuta sul caso. Gli NFT rientrano invece nell'imposta sul patrimonio, valutati a prezzo di mercato al 31 dicembre, dove però contano il minimo esente e la soglia oltre la quale si dichiara anche senza imposta a debito.

Gli NFT sono regolati dal MiCA?

I token unici e non fungibili sono esclusi dall'ambito del regolamento, ma l'esclusione ha confini precisi: le frazioni di un token unico non sono uniche, l'emissione in un'ampia serie o raccolta è considerata un indicatore di fungibilità, e i token qualificabili come strumenti finanziari seguono le regole loro proprie. Restare fuori dal MiCA non è un vantaggio: significa non avere le tutele che il regolamento impone agli altri servizi cripto. E non ha effetto sulla trasparenza fiscale, che dal 1º gennaio 2026 passa dalla DAC8, che nomina espressamente alcuni token non fungibili.

Con la ZEC pago il 4 % sui guadagni dei miei NFT?

No, se sei una persona che conia da sola. Il 4 % è l'aliquota dell'imposta sulle società in regime ZEC, che richiede l'autorizzazione preventiva del Consorcio, una società di nuova costituzione, un investimento e un numero minimo di assunzioni entro sei mesi dall'iscrizione, un'attività compresa nell'elenco allegato alla legge e un tetto al vantaggio calcolato sul volume d'affari realizzato alle isole. Per uno studio strutturato è una strada da valutare; per un individuo con un portatile non lo è. Dirlo prima è più utile che scoprirlo dopo aver costituito la società.

Che cosa succede se ho già venduto senza conservare niente?

Si ricostruisce quello che è ricostruibile e si dichiara sulla base migliore che si riesce a documentare, dicendo con chiarezza che cosa è stimato e perché. Gli estratti delle piattaforme, lo storico dei portafogli pubblici e i movimenti bancari coprono più di quanto si creda; quello che manca — tipicamente la localizzazione dei compratori — resta una debolezza da valutare, non un dettaglio da nascondere. Da lì si imposta il metodo per gli anni successivi, che è la parte su cui possiamo davvero incidere.

Non è la tua?

Le altre attività digitali

Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.

Prima consulenza

Parliamo di che cosa vendi davvero

Ci porti le condizioni della tua collezione, un estratto delle vendite e la tua situazione di residenza. Ne usciamo con la qualificazione, l'elenco degli obblighi che ti riguardano e le prove da cominciare a conservare da domani.

  • Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
  • In videochiamata, oppure nel nostro ufficio a Las Palmas.
  • Ti diciamo anche quando non conviene: capita, e lo diciamo.
  • Costa 120 € + IGIC, e lo sai da qui: non lo scopri alla fine.
Preferisco scrivere
Guida gratuita + percorso email

Il Kit per trasferirsi alle Canarie. Gratis, subito.

Ventinove pagine: i nove passi nell'ordine in cui servono davvero, i costi indicativi, gli errori che costano cari e i link ufficiali. Nei tre mesi dopo ti scriviamo noi dello studio, un passaggio alla volta: nessun indirizzo ceduto a terzi, e ci si cancella con un clic.

  • PDF
  • 29 pagine
  • Edizione 2026/2027

Telefono Prenota
Scrivici su WhatsApp