Nel dropshipping l'imposta non segue la sede: segue la merce
Il cliente ordina sul tuo sito, il fornitore spedisce, il pacco viaggia da un Paese all'altro senza passare da casa tua — e senza passare dalle isole. È il motivo per cui le tasse sul dropshipping non si decidono guardando dove è la sede della società: l'IGIC colpisce le cessioni che si considerano realizzate alle Canarie e, per i beni spediti, conta da dove parte il trasporto. Da qui, quasi mai.
- Territorio terzoper l'IVA le isole stanno fuori dall'Unione, pur essendo dentro il suo territorio doganale
- IGICl'imposta indiretta canaria guarda dove parte la merce, non dove sei tu
- IOSSchi ha sede qui vi accede senza intermediario, ma a una condizione precisa
Da dove parte il pacco: la domanda che decide le tasse sul dropshipping
Le Canarie sono territorio dell'Unione europea e stanno dentro il territorio doganale comune, ma sono espressamente escluse dal territorio dell'IVA: al posto dell'IVA c'è l'IGIC, che è un'imposta diversa, gestita da un'amministrazione diversa. Questa doppia natura è il punto di partenza di ogni progetto di vendita online dalle isole — e nel dropshipping ha una conseguenza che conviene conoscere prima di costituire la società.
L'IGIC colpisce le cessioni che si considerano realizzate nelle isole. Per i beni che devono essere spediti o trasportati, il criterio è dove inizia il trasporto: lo dice il primo comma dell'art. 16.Dos.1º della Ley 20/1991. Se il pacco parte da Shenzhen, da un magazzino in Polonia o da un fornitore della penisola spagnola e arriva a un cliente che sta fuori dalle isole, la cessione non è nel campo dell'IGIC. Non c'è un'aliquota canaria da applicare, e non c'è nessun vantaggio automatico rispetto all'Italia: l'imposta è quella dello Stato in cui il trasporto finisce.
Il secondo comma dello stesso articolo, però, ribalta il primo in un caso preciso: quando il trasporto di beni destinati a essere importati parte da fuori, le cessioni effettuate dall'importatore si intendono realizzate nel territorio dell'imposta. Tradotto: se vendi anche a chi abita alle isole e sei tu a figurare come importatore, quella vendita rientra nel campo dell'IGIC. La regola e la sua eccezione vanno lette insieme, perché chi apre un negozio alle isole prima o poi incontra anche la seconda.
- 1 · L'ordineIl cliente paga sul tuo sito o su un marketplace. Qui si decide chi incassa l'imposta, e il canale conta più dell'importo.
- 2 · La spedizioneParte dal fornitore. La merce non tocca la tua sede, e nel dropshipping puro non tocca mai le isole.
- 3 · La frontieraAll'ingresso nel Paese di destinazione l'imposta si presenta: pagata al checkout tramite un regime speciale, oppure riscossa in dogana.
- 4 · La consegnaSe l'imposta non era nel prezzo, il cliente la scopre qui. È da questa stazione che nascono i rifiuti e i resi.
Quattro percorsi della merce, quattro imposte diverse, lo stesso sito
Stesso negozio, stesso catalogo, stessa società: cambia soltanto la strada che fa il pacco. Ogni pannello segue quella strada fino in fondo — quale imposta entra in gioco, chi la versa, con quale modello, che cosa resta da conservare come prova.
Il caso classico, ed è il più frequente: il fornitore cinese o comunque extra-UE spedisce direttamente al cliente italiano, francese, tedesco. La merce non entra mai nelle isole e il trasporto non parte da qui.
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Quale imposta
Non l'IGIC: la cessione non si considera realizzata alle Canarie. L'operazione si chiude nello Stato in cui finisce il trasporto, ed è l'IVA di quello Stato a entrare in gioco.
niente IGIC -
Chi la versa
Dipende dal valore della spedizione e dal canale. Sotto la soglia prevista per il regime d'importazione puoi incassare l'imposta al momento dell'acquisto e versarla in Spagna; sopra, il regime non si applica e l'imposta si riscuote in dogana. Se la vendita passa da un marketplace, sotto quella stessa soglia è la piattaforma a essere «fornitore presunto», e a incassarla al posto tuo.
tu · la piattaforma · il cliente in dogana -
Con quale modello
Iscrizione al regime d'importazione (IOSS) con il Modelo 035; dichiarazione con il Modelo 369, che nel regime d'importazione è mensile — nel regime dell'Unione lo stesso modello è invece trimestrale.
035 · 369 -
Che cosa conservi
La prova del percorso della merce: ordine al fornitore, documento di trasporto, dichiarazione d'importazione. Senza, non dimostri dove la cessione si è realizzata, ed è la prima cosa che chiede una verifica.
Vendere a chi abita alle isole non è la stessa operazione. Qui la merce parte da fuori ma è destinata a essere importata nelle isole, e la regola del primo pannello si capovolge.
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Quale imposta
L'IGIC. Il secondo comma dell'art. 16.Dos.1º della Ley 20/1991 dice che, quando il trasporto di beni da importare parte da fuori, le cessioni effettuate dall'importatore si intendono realizzate nelle isole.
IGIC -
Chi figura come importatore
È la domanda che decide, e va guardata sul contratto di trasporto prima che sulla fattura. Se l'importatore sei tu — la consegna DDP, con oneri e formalità a tuo carico — la tua vendita rientra nel campo dell'imposta; se importa il cliente (consegna DAP), la posizione è diversa e va esaminata caso per caso.
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All'ingresso
L'art. 14.11 della stessa legge esenta dall'IGIC le importazioni il cui valore globale non supera una soglia fissata dalla norma, con alcune categorie escluse: alcolici, profumi e acque di colonia, tabacco. Sopra quella soglia si paga l'IGIC all'importazione. L'AIEM — l'arbitrio che protegge alcune produzioni locali — è un tributo distinto, colpisce solo certe categorie di merci e ha regole proprie.
franchigia, entro il limite di legge -
Con quale modello
Dichiarazione censale e autoliquidazioni dell'IGIC presso l'Agencia Tributaria Canaria, che è un'amministrazione diversa dall'AEAT.
400 · 420 · 425
La merce è già dentro l'Unione — in penisola o in un magazzino di un altro Stato membro — e da lì parte verso il cliente. L'IGIC qui non entra mai; entra invece il canale di vendita, che cambia chi versa l'imposta.
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Quale imposta
L'IVA dello Stato in cui la merce si trova o in cui finisce il trasporto, secondo le regole delle vendite a distanza intracomunitarie.
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Chi la versa, sul marketplace
La piattaforma. Per il fisco spagnolo chi ha la sede alle Canarie non è stabilito nella Comunità: quando uno così vende a un consumatore finale merce che si trova già dentro l'Unione, l'interfaccia digitale è fornitore presunto senza limite di importo, e la tua cessione alla piattaforma è esente.
la versa la piattaforma -
Chi la versa, sul tuo sito
Tu. Il numero della piattaforma non copre il canale diretto. Quale registrazione serva, e in quale Stato, è una verifica da fare sul caso concreto: la consulta dell'amministrazione che regge questo pannello riguarda le vendite facilitate da un'interfaccia, non la vendita dal proprio negozio.
da verificare in consulenza -
Che cosa conservi
I riepiloghi della piattaforma, il contratto che regola chi assolve l'imposta e le prove di trasporto dal magazzino al cliente.
Tieni uno stock alle isole, anche piccolo. Da questo momento il modello ha cambiato nome, e con il nome cambiano tutti gli adempimenti.
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All'ingresso
La merce che entra nelle isole è un'importazione: sconta l'IGIC all'importazione oltre la franchigia di valore prevista dalla legge, e per certe categorie di merci anche l'AIEM.
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Cliente alle isole
Operazione interna, con l'imposta esposta in fattura: tipo generale del 7%, salvo che l'operazione rientri in uno degli altri tipi previsti dall'IGIC.
IGIC 7% -
Cliente fuori dalle isole
Esportazione esente, ai sensi dell'art. 11 della Ley 20/1991 — e per l'IGIC è territorio terzo tutto ciò che sta fuori dall'arcipelago, penisola spagnola compresa. L'esenzione regge sulla prova della spedizione.
esente, con la prova -
Che cosa conservi
Le dichiarazioni doganali di ingresso e di uscita e i documenti di trasporto: sono ciò che tiene in piedi sia la detrazione sia l'esenzione.
In nessuno dei quattro percorsi la risposta è cambiata per via della sede della tua società. Non serviva chiederlo: per i beni spediti, l'imposta segue la merce.
Quando è la piattaforma a incassare l'IVA al posto tuo (e quando no)
Per il fisco spagnolo chi ha la sede alle Canarie non è stabilito nella Comunità. È una premessa contro-intuitiva — le isole sono Unione europea a tutti gli effetti — ma è scritta a chiare lettere nella consulta vincolante che tratta esattamente il caso di un venditore canario con fornitori in penisola e in Cina. Da lì discende la parte che sorprende di più.
La finzione del «fornitore presunto» ti riguarda in due modi diversi. Il primo lo conoscono tutti: le vendite a distanza di beni importati, sotto la soglia di valore prevista, facilitate da un'interfaccia digitale. Il secondo è meno noto e pesa di più — la merce che si trova già dentro l'Unione, venduta a un consumatore da chi non è stabilito nella Comunità: lì la piattaforma è fornitore presunto senza alcun limite di importo, e la cessione che tu fai alla piattaforma è esente.
Le vendite dal tuo sito, invece, restano tue. È l'errore più costoso di chi lavora su due canali: si dà per scontato che la registrazione della piattaforma copra anche il negozio diretto, e non è così. Quale registrazione serva per il canale diretto, e in quale Stato, è una delle domande che vanno sciolte con il caso davanti — la consulta citata copre il canale del marketplace, non la vendita dal proprio sito.
Il giorno in cui la merce comincia davvero a passare dalle isole
Basta un piccolo stock in un magazzino alle isole — a Gran Canaria, a Tenerife o a Fuerteventura, per questo non cambia nulla — e il modello cambia nome. La merce che entra è un'importazione, le vendite ai clienti delle isole diventano operazioni interne con IGIC, le spedizioni verso la penisola o l'Italia diventano esportazioni esenti da provare. Da lì in poi non è più dropshipping: è e-commerce con magazzino alle isole, ed è un'altra pagina — e un altro impianto contabile.
Parliamone prima di aprire il magazzinoPartita IVA per il dropshipping: che cosa resta comunque da fare
Restare fuori dal campo dell'IGIC non vuol dire restare senza obblighi: vuol dire che gli obblighi stanno altrove, e spesso presso un'altra amministrazione. Sono i tre punti su cui, nella nostra esperienza, arriva in ritardo chi ha aperto la posizione canaria e basta.
L'iscrizione al regime d'importazione
Chi ha la sede dell'attività alle Canarie e non dispone di alcuna stabile organizzazione nel territorio dell'Unione può accedere al regime d'importazione senza designare un intermediario; in quel caso lo Stato membro di identificazione è necessariamente la Spagna — non è una scelta. Chi ha una stabile organizzazione in un altro Stato membro si identifica lì.
Agencia Tributaria — IVA e commercio elettronico, «Cuestiones generales»La dichiarazione del regime
È il modello con cui si versa l'imposta incassata al checkout. Attenzione alla periodicità, perché lo stesso numero cambia ritmo: mensile nel regime d'importazione, trimestrale nel regime dell'Unione. Chi tiene due canali può trovarsi con due scadenze diverse nello stesso trimestre.
Agencia Tributaria — regimi speciali del commercio elettronico; consulta vincolante DGT V0561-24Quello che la piattaforma racconta di te
Gli operatori di piattaforma comunicano all'amministrazione i dati dei venditori: registrazione con il Modelo 040 e dichiarazione informativa annuale con il Modelo 238, presentata a gennaio dell'anno successivo. Un'esclusione per i venditori piccoli esiste, ma poggia su due condizioni che devono valere insieme: restare sotto un certo numero di operazioni di vendita di beni e sotto un certo corrispettivo complessivo nel periodo. Chi supera anche una sola delle due viene comunicato.
Agencia Tributaria — Modelo 238, domande frequenti; Orden HAC/72/2024Accanto a questi restano le cose di sempre, che il modello di business non cancella: la dichiarazione censale con cui si apre la posizione, l'iscrizione al regime previdenziale degli autonomi dal primo giorno di attività, e l'imposta sul reddito sul rendimento netto. Su quest'ultima facciamo spesso un chiarimento: le due scale, statale e canaria, non si sommano fra loro come percentuali — si sommano le quote calcolate con ciascuna scala, e la differenza non è teorica.
Prima della forma giuridica, due domande che pesano di più
Non è un calcolatore e non dà un esito. È il percorso delle domande di una prima consulenza, nell'ordine in cui le facciamo: quasi sempre la struttura si decide qui, molto prima di scegliere fra autonomo e società.
Dove passi la maggior parte dell'anno, davvero?
Non dove è la sede, non dove è la banca: dove stai tu, fisicamente, per più di metà dell'anno.
E chi decide acquisti, prezzi e fornitori?
È la domanda con cui si misura dove l'attività è davvero diretta.
La merce: pensi di tenerne alle isole?
Anche poca, anche solo per i resi o per i campioni: la risposta cambia gli adempimenti, non il fatturato.
Questo è il caso di scuola dell'esterovestizione
Dopo la riforma del 2023 una società è residente in Italia se vi ha, in alternativa fra loro, la sede legale, la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria in via principale per più di metà del periodo d'imposta: ne basta uno dei tre. Nel dropshipping l'obiezione è più facile da sollevare, perché non c'è una struttura fisica a smentirla — c'è un portatile, e conta da dove lo si usa. Si affronta prima: che cosa guarda il fisco italiano.
Allora si guarda la sostanza, e si documenta
Chi firma, chi negozia con i fornitori, dove si tengono le decisioni, dove sono i conti: sono elementi che si costruiscono prima e si conservano, non che si dichiarano dopo. E gli obblighi informativi seguono la residenza, non la nazionalità: da residente fiscale in Spagna si dichiarano i beni e i diritti situati all'estero — compresi i conti e i portafogli su cui incassano i negozi — mentre chi resta residente in Italia compila il quadro RW. Ne parliamo qui: il Modelo 720.
Dropshipping puro: nessuna operazione interna, ma la posizione resta
Senza merce che entra o esce dalle isole non c'è quasi nulla da dichiarare all'IGIC — e per questo la franchigia canaria per i piccoli imprenditori, che riguarda solo le operazioni interne, in questo caso non è la leva che molti immaginano. Restano l'apertura della posizione, i contributi, l'imposta sul reddito e la registrazione ai fini IVA là dove la merce si muove: sono quattro cose distinte, e non le segue lo stesso ufficio.
Da quel momento è e-commerce, non più dropshipping
Con uno stock alle isole compaiono operazioni interne, e con loro il diritto a detrarre l'IGIC pagato sugli acquisti e all'importazione: è la prima volta che la scelta del regime indiretto pesa sui tuoi conti invece che sulla carta. In cambio arrivano le autoliquidazioni periodiche e l'onere di provare che la merce è uscita davvero. È il discorso da fare prima di firmare il contratto del magazzino, non dopo.
Il 4% della ZEC non è per chi lavora da solo
La Zona Especial Canaria chiede sostanza, non una sede
Il regime esiste e funziona, ma i suoi requisiti sono scritti nella legge: un investimento minimo da realizzare nei primi anni, un numero minimo di posti di lavoro nelle isole, un'attività compresa fra quelle ammesse e l'autorizzazione del Consorcio. Un'attività condotta da una persona sola — un catalogo, un dominio e un fornitore — non li soddisfa. Lo diciamo prima perché il costo di scoprirlo dopo aver costituito la società ricade per intero su chi ci ha provato: gli importi e i posti richiesti stanno nella guida alla ZEC, uno per uno.
E poi c'è chi risponde del prodotto
Dal 13 dicembre 2024 si applica il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti. Il principio è che per ogni prodotto offerto ai consumatori dell'Unione debba esistere un operatore economico responsabile stabilito nell'Unione, i cui dati di contatto accompagnano il prodotto. Nel dropshipping con fornitore extra-UE quel ruolo tende, di fatto, a ricadere su chi vende: è la ragione tecnica — di mercato prima che fiscale — per cui molti cataloghi «pronti» non si possono offrire in Europa. Come si ripartano esattamente i ruoli quando il trasporto lo organizza il fornitore e la vendita passa da una piattaforma è una domanda da sciogliere sul caso concreto.
Dropshipping e tasse: quello che ci chiedono più spesso
Se apro la società alle Canarie e il fornitore spedisce dalla Cina al cliente italiano, pago l'IGIC?
No. L'IGIC colpisce le cessioni che si considerano realizzate nelle isole e, per i beni spediti, il criterio è dove inizia il trasporto. Se il pacco parte dalla Cina e arriva in Italia, l'operazione è fuori dal campo dell'IGIC: l'imposta è quella dello Stato in cui il trasporto finisce. È anche il motivo per cui la sede canaria, da sola, non produce nessun vantaggio su questo tipo di vendita.
E se il cliente sta alle Canarie?
Allora la risposta cambia. Il secondo comma della stessa norma prevede che, quando il trasporto di beni destinati a essere importati parte da fuori, le cessioni effettuate dall'importatore si intendono realizzate nelle isole: se sei tu a figurare come importatore, quella vendita è nel campo dell'IGIC. All'ingresso, poi, la merce sconta l'imposta all'importazione solo oltre la franchigia di valore prevista dall'art. 14.11 della Ley 20/1991.
E allora dove si paga l'imposta sulle vendite verso l'Europa?
Nello Stato in cui finisce il trasporto. Fino alla soglia di valore prevista per il regime d'importazione puoi incassarla al momento dell'acquisto e versarla in Spagna con la dichiarazione periodica; sopra quella soglia il regime non si applica e l'imposta si riscuote in dogana: la paga il cliente al corriere, a meno che tu non te ne faccia carico incorporandola nel prezzo. È la differenza fra una consegna DAP e una DDP, e va decisa prima di costruire il listino — non dopo il primo pacco rifiutato.
Devo nominare un intermediario per iscrivermi all'IOSS?
Non se hai la sede dell'attività alle Canarie e non disponi di alcuna stabile organizzazione nel territorio dell'Unione: in quel caso l'amministrazione spagnola ti fa accedere al regime d'importazione senza intermediario, e lo Stato membro di identificazione è necessariamente la Spagna. L'iscrizione si fa con il Modelo 035. Se invece hai una stabile organizzazione in un altro Stato membro, ti identifichi lì.
Vendo su Amazon o eBay: l'IVA la gestisce la piattaforma?
Spesso sì, e in due casi diversi. Per le vendite a distanza di beni importati sotto la soglia di valore prevista, facilitate dall'interfaccia, la piattaforma è «fornitore presunto» e assolve l'imposta verso il consumatore. E siccome per il fisco spagnolo chi ha sede alle Canarie non è stabilito nella Comunità, la piattaforma è fornitore presunto anche senza limite di importo quando la merce si trova già dentro l'Unione e l'acquirente è un consumatore finale, con la tua cessione alla piattaforma esente. Le vendite dal tuo sito, invece, restano tue.
Posso mettere il dropshipping in ZEC e pagare il 4%?
Nella pratica no. Il regime chiede un investimento minimo, posti di lavoro nelle isole, un'attività fra quelle ammesse e l'autorizzazione del Consorcio. Chi lavora da solo, con un catalogo e un fornitore e nessuna struttura nell'arcipelago, quei requisiti non li soddisfa. Se il progetto ha davvero una dimensione industriale la verifica si fa, ma parte dai requisiti — non dall'aliquota.
Resto a vivere in Italia e apro la società alle Canarie: funziona?
È il caso tipico che la norma italiana sulla residenza delle società, riformata nel 2023, riporta sotto la fiscalità italiana: bastano la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria in via principale in Italia per più di metà del periodo d'imposta. Nel dropshipping l'obiezione è più facile da sollevare che altrove, perché non esiste una struttura fisica alle isole a smentirla. Il trasferimento, se si fa, va fatto davvero e va documentato.
Le altre attività digitali
Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.
Parliamo del tuo progetto di dropshipping
Ci racconti da dove parte la merce, dove arriva e su quali canali vendi. Ti diciamo quali registrazioni servono, in che ordine si aprono e che cosa cambia rispetto all'Italia.
- Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
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- 29 pagine
- Edizione 2026/2027