Prop trading: non è capitale tuo, e il payout non nasce da una vendita
Chi opera su un conto finanziato non deposita capitale proprio: nella forma tipica di questi contratti la perdita sul denaro della società non gli viene addebitata, e quello che incassa è la quota di un risultato prodotto con mezzi altrui. Per questo le tasse sul prop trading non si decidono guardando le operazioni, ma il contratto: da lì discendono la base imponibile, i contributi, la fattura e il calendario.
- Contrattoè il documento che decide, non il pannello della prop firm
- Base generaleil payout non entra nella base del risparmio
- RETAquando l'obbligo c'è, la quota non guarda l'incasso del mese
Tasse sul prop trading: prima delle aliquote, chi mette il capitale
Sembra una premessa da avvocati e invece è la sola cosa che conta davvero. In un conto finanziato il capitale non è tuo e non l'hai depositato: nella forma tipica del contratto, se sfondi il limite di perdita l'account si chiude e la perdita su quel capitale resta alla società. Quello che sopporti tu è un altro costo, ed è quello che hai versato per arrivarci. Se invece il contratto che hai firmato ti chiede di ripianare, o ti ha fatto versare una garanzia che risponde delle operazioni, il ragionamento cambia già da qui: è la prima cosa da guardare, non l'ultima.
Da qui in avanti tutta la pagina è una conseguenza: se il denaro è di un terzo e il tuo guadagno è una quota concordata del risultato, quello che incassi somiglia molto di più al corrispettivo di una prestazione che al frutto di un investimento tuo.
- 1 · La quota della provaPaghi per una challenge: obiettivo di profitto e limiti di perdita, in ambiente dimostrativo. È un costo, e spesso si ripete.
- 2 · Il conto finanziatoSuperata la prova, operi su capitale della società. Quel denaro non è tuo: non l'hai versato e non lo puoi prelevare.
- 3 · Il payoutIncassi la quota degli utili che il contratto prevede, con la periodicità che il contratto prevede. Il contratto, non la piattaforma.
- 4 · Il drawdownSe lo superi l'account si chiude. La perdita sul capitale finanziato non ti viene addebitata: quello che hai perso è quello che avevi pagato.
Il payout di una prop firm non è una plusvalenza da vendita: dove finisce
La domanda che quasi tutti si fanno è «come lo chiamo?». La domanda giusta è un'altra: da che cosa nasce. Perché la legge spagnola manda nella base del risparmio soltanto una specie di guadagno — quello che si manifesta quando trasferisci un elemento del tuo patrimonio — e tutto il resto finisce nella base generale. Qui sotto le tre strade, e le due che restano chiuse.
L'ipotesi da cui partiamo quasi sempre — e che poi va motivata sul contratto, non data per acquisita: quello che incassi è il corrispettivo di un'attività organizzata da te su capitale di un terzo.
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Da che cosa nasce
Da un risultato che produci tu, con il tuo tempo, i tuoi strumenti e la tua strategia, su denaro che qualcun altro ha messo. Non da una cosa che hai comprato e poi venduto.
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La norma
Sono rendimenti di attività economica quelli che comportano «la ordenación por cuenta propia de medios de producción y de recursos humanos o de uno de ambos, con la finalidad de intervenir en la producción o distribución de bienes o servicios».
art. 27.1 Ley 35/2006 -
Dove finisce
Nella base generale, con la scala progressiva: la metà statale va dal 9,5 al 24,5% e a essa si somma la parte autonomica, che alle Canarie è fissata dalla Comunidad Autónoma e si verifica sull'esercizio in corso.
base generale · art. 63 -
Che cosa porta con sé
Fattura alla prop firm, costi dell'attività deducibili se inerenti e documentati, acconto trimestrale, e i contributi se l'attività è abituale. È la strada più impegnativa da tenere in ordine, ed è anche l'unica in cui i costi contano.
Modelo 130 · RETA se abituale
L'obiezione che arriva sempre: «è comunque un guadagno, mettiamolo fra le plusvalenze». Anche accettandola per intero, il risultato non è quello che si spera.
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La regola
Formano la base del risparmio soltanto i guadagni e le perdite patrimoniali che si manifestano «con ocasión de transmisiones de elementos patrimoniales». L'elenco è chiuso.
art. 46, lett. b) Ley 35/2006 -
Che cosa manca qui
La trasmissione. Quando ricevi un payout non cedi nulla: né titoli, né valuta tua, né un contratto. Il capitale su cui hai operato resta della società.
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Dove finisce
Nella base generale lo stesso, perché ciò che non è elencato fra i redditi del risparmio confluisce nella base generale. La porta di servizio verso l'aliquota bassa, semplicemente, non c'è.
di nuovo base generale · art. 45 -
E che cosa perdi
Chiamandolo così nessun costo si porta in deduzione, e resti comunque nella scala progressiva. Nell'altra ipotesi, invece, prove, dati, piattaforma e commissioni di prelievo si esaminano uno per uno: quali siano davvero inerenti è una valutazione, non un elenco da copiare.
Il conto titoli o il portafoglio che hai comprato tu. Esiste eccome, ma è un'altra cosa: e se hai tutti e due, i due flussi non si mescolano.
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Da che cosa nasce
Da una vendita: compri uno strumento con denaro tuo, lo vendi, e la differenza è un guadagno o una perdita patrimoniale. Qui la trasmissione c'è.
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Dove finisce
Nella base del risparmio, con la scala del 19, 21, 23, 27 e 30% per scaglioni: è la somma della metà statale e di quella autonomica, identiche fra loro.
artt. 66 e 76 Ley 35/2006 -
Perché non è la tua
Se operi solo su conto finanziato non hai comprato niente e non hai venduto niente: questa strada non ti riguarda, per quanto il gesto quotidiano si assomigli.
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Se invece hai anche un conto tuo
Allora convivono due binari con regole diverse, e la prima cosa da fare è non mescolare gli estratti: le regole del capitale proprio le trovi nella pagina su trading e investimenti alle Canarie.
Due strade su tre finiscono nella base generale. La terza riguarda il capitale che hai comprato tu, non il conto finanziato.
La legge non ha una casella intitolata «prop trading»: la qualificazione si motiva
Chi cerca online una risposta secca ne trova più di una, tutte scritte con la stessa sicurezza. Il motivo è che nessuna norma nomina i conti finanziati: la qualificazione si costruisce applicando al tuo caso i criteri generali, e quei criteri guardano quattro cose. Se e quali risposte dell'amministrazione tocchino da vicino questo modello è una verifica che facciamo sul caso, non un dato da dare per scontato.
Chi mette il capitale e chi sopporta la perdita. È l'elemento che pesa di più: separa l'investitore da chi presta un servizio. Quanto è abituale l'attività. Un payout isolato e dodici payout l'anno non sono la stessa cosa, e la differenza conta anche per i contributi. Quanta organizzazione ci metti. Tempo, strumenti, capitale proprio investito in attrezzatura, dati, postazione. Che cosa dice il contratto sul titolo del pagamento, sui vincoli operativi e su chi decide che cosa.
Su quest'ultimo punto va detta una cosa che di solito si tace: esistono contratti che spostano la qualificazione. La legge previdenziale spagnola, quando definisce il lavoratore autonomo, chiede che l'attività si svolga «fuera del ámbito de dirección y organización de otra persona» — e una prop firm impone strumenti, dimensione delle posizioni e limiti di perdita. Da lì nasce un'ipotesi che non liquidiamo in una riga: che in contratti molto vincolanti quel reddito somigli più al compenso di un'attività diretta da altri che al frutto di un'attività organizzata da te. Non si risolve su una pagina web, e va guardata sul tuo contratto prima di scegliere l'inquadramento, non dopo. Per la stessa ragione non copiamo da un elenco il codice dell'attività: si sceglie sul caso.
Prop trader e partita IVA: che cosa si apre, e quando
Tre cose diverse, che in Italia si tende a immaginare come una sola. Si aprono in quest'ordine, e la seconda non è automatica come si racconta.
La posizione fiscale
È la dichiarazione di inizio attività all'amministrazione: dice che cosa fai e da quando. Non guarda dove sta il conto su cui ti pagano — «i soldi sono su una piattaforma estera» non è una ragione per non aprirla — e va fatta prima della prima fattura. Come funziona la posizione, una volta aperta, sta nella pagina sulla partita IVA da autónomo alle Canarie.
prima della prima fatturaI contributi, e la parola che li decide
La legge previdenziale non fissa una data: l'iscrizione è obbligatoria per chi svolge l'attività «de forma habitual, personal, directa, por cuenta propia» — art. 305 del testo unico della legge generale sulla previdenza sociale spagnola. Quando l'obbligo c'è, però, la quota si versa a prescindere dall'incasso del mese — è la differenza principale con la gestione separata italiana, che segue il reddito effettivo. Per chi apre esistono una quota ridotta statale, da chiedere espressamente, e una sovvenzione regionale canaria con la propria domanda: importi e finestre cambiano ogni anno e si leggono sul bollettino dell'anno in corso, come spiegato nella guida su contributi, tarifa plana e cuota cero.
dipende dall'abitualitàLa fattura alla prop firm
Per i servizi resi a un'impresa la prestazione si localizza dove il destinatario ha la sede della propria attività, indipendentemente da dove si trova chi presta il servizio. Se la prop firm è stabilita fuori dalle Canarie, la fattura esce senza imposta, con la dicitura che spiega perché non c'è. È territorialità, non uno sconto — la stessa logica descritta per chi fattura a clienti italiani ed europei. Dove sia stabilita la società si legge sul contratto, non sul sito.
senza IGIC, con la dicituraIl calendario di chi incassa dall'estero e risiede alle Canarie
Una società non residente che opera senza stabile organizzazione in Spagna non rientra fra i soggetti obbligati a operare ritenute spagnole: sul payout, quindi, un acconto trattenuto all'origine di solito non c'è. Se poi il Paese in cui la società è stabilita applichi una propria ritenuta è un'altra domanda, e la risposta sta nel contratto e nella convenzione contro le doppie imposizioni applicabile: non si dà per scontata né in un senso né nell'altro. Quello che non è stato trattenuto lo anticipi tu, con il calendario che segue — lo stesso a Gran Canaria, a Tenerife o a Fuerteventura: quello che cambia da un'isola all'altra sono semmai i requisiti dei regimi societari agevolati.
L'acconto trimestrale sul reddito
Chi esercita un'attività economica in regime di stima diretta anticipa ogni trimestre il 20% del rendimento netto maturato dall'inizio dell'anno: dal 1° al 20 di aprile, luglio e ottobre, e dal 1° al 30 gennaio per l'ultimo trimestre. Circola l'idea di un esonero per chi ha almeno il 70% dei ricavi soggetti a ritenuta: vale però solo per le attività qualificate come professionali, e una prop firm estera senza stabile organizzazione in Spagna non è tenuta a operare ritenute spagnole, quindi quella soglia non si raggiunge mai. Se l'attività è invece imprenditoriale, l'esonero non esiste affatto.
Regolamento dell'IRPF (RD 439/2007), artt. 76, 109, 110 comma 1 lett. a) e 111Il conto dove atterrano i payout
Dichiarazione informativa sui beni e diritti all'estero, da presentare fra il 1° gennaio e il 31 marzo. Per i conti la soglia di 50.000 € si misura due volte — saldo al 31 dicembre e saldo medio dell'ultimo trimestre — e basta superarne una perché l'obbligo scatti su tutti; dal secondo anno si ripresenta solo se il saldo congiunto è cresciuto di oltre 20.000 €. Molte prop firm pagano su conti di moneta elettronica: se quel rapporto rientri fra i conti presso entità finanziarie dipende dall'istituto e si verifica, non si dà per scontato.
Regolamento generale dei procedimenti tributari (RD 1065/2007), art. 42 bisLe cripto, ma solo se le custodisce un terzo
Stessa finestra, presupposto diverso: riguarda le monete virtuali custodite da chi conserva le chiavi private per conto tuo, sopra i 50.000 € di saldo congiunto al 31 dicembre. Le cripto che tieni in autocustodia restano fuori da questo modello, e nel 720 le criptovalute non si dichiarano affatto — lo scrive l'Agencia Tributaria nelle proprie istruzioni. È la confusione più frequente di tutta la categoria.
RD 1065/2007, art. 42 quater; Agencia Tributaria, scheda informativa sul Modelo 720Quattro situazioni che vediamo in studio — e una in cui non c'è ancora niente da aprire
Chi fa questo mestiere non è una categoria omogenea, e la prima domanda utile non è «quanto pago», ma «a che punto sono». Le risposte cambiano parecchio.
Hai incassato il primo payout
Qualche migliaio di euro su un conto estero, e niente di aperto. La domanda vera è da quando scatta un obbligo: si guardano il contratto, la data del primo incasso e la frequenza prevista, e si decide se c'è già un'attività o se ci sono solo dei costi.
prima si qualifica, poi si apreVivi di questo, da più account
Payout mensili da più società, con regole di prelievo diverse. Qui la posizione va aperta e tenuta: il lavoro è separare i flussi per contratto, tenere il cambio del giorno di ogni incasso e dedurre i costi che sono davvero inerenti — e non tutti lo sono.
un archivio, non una cartellaHai già una partita IVA per altro
Sviluppatore, creator, consulente: i payout si affiancano a un'attività che esiste già. Va deciso se sono la stessa attività o una seconda, perché da lì dipendono l'inquadramento, gli obblighi formali e, in certi casi, il calcolo dei contributi.
stessa attività o due?Sei ancora residente in Italia
È il profilo più esposto: ci si sposta da soli, senza ufficio e senza clienti sul territorio, mentre la casa e la famiglia restano in Italia. Finché la residenza non è spostata davvero e documentata, aprire una posizione alle Canarie non sposta il reddito. Il quadro completo sta nella pagina sulla doppia imposizione fra Italia e Spagna.
prima la residenza, poi le fattureLe domande che facciamo davanti al contratto
Non è un calcolatore e non restituisce un'aliquota: è la sequenza di domande con cui si arriva a una qualificazione motivata. Serve a mostrare che il criterio decisivo non è «faccio trading», ma chi mette il capitale, chi rischia e che cosa dice il contratto.
Con che capitale operi?
È la prima domanda perché è quella da cui discende tutto il resto.
E se superi il limite di perdita, chi ci rimette?
Qui si separa chi presta un servizio da chi sta investendo del proprio.
Allora la pagina che ti serve è un'altra
Se compri e vendi strumenti tuoi, il lavoro parte dal rendiconto del broker e non da un contratto: qualificazione delle operazioni, cambi, compensazione delle perdite. Il percorso è descritto in trading e investimenti alle Canarie.
Due binari, da non far diventare uno
I due flussi seguono regole diverse e non si sommano: il conto tuo segue le regole dei guadagni patrimoniali, il conto finanziato quelle del compenso. La prima cosa da fare, prima ancora di qualsiasi calcolo, è tenere separati estratti, archivi e cambi — perché a fine anno separarli a memoria non riesce a nessuno.
Si lavora sull'ipotesi del corrispettivo di un servizio
Non metti capitale e non sopporti la perdita sul capitale: quello che incassi ha la forma del compenso, e il reddito finisce nella base generale — anche a volerlo chiamare guadagno patrimoniale, perché manca la trasmissione. Che cosa si apre: la posizione fiscale, e i contributi se l'attività è abituale. Che documenti servono per motivarlo: contratto, storico dei payout, movimenti dei conti e il cambio del giorno di ogni incasso.
Allora il contratto va letto riga per riga
Se la perdita la ripiani tu, o hai versato una garanzia che risponde delle operazioni, il rischio economico è tuo e il quadro può cambiare: sono i casi in cui la qualificazione si sposta davvero, e non si decide su una pagina web. Portaci il contratto e le condizioni generali in vigore quando hai incassato.
Prop trading e tasse: quello che ci chiedono
Il payout di una prop firm è una plusvalenza?
Quasi certamente no. In un conto finanziato non metti capitale proprio e la perdita sul capitale finanziato non ti viene addebitata: quello che incassi è la quota di un risultato prodotto operando con mezzi altrui, cioè il corrispettivo di una prestazione: l'ipotesi da cui partiamo è quella dei rendimenti di attività economica. C'è poi un secondo passaggio che quasi nessuno fa: anche a volerlo chiamare guadagno patrimoniale non finirebbe nella base del risparmio, perché lì entrano solo i guadagni che nascono dalla trasmissione di un elemento patrimoniale — e qui non trasferisci nulla. La qualificazione va comunque motivata sul tuo contratto, non decisa per categoria.
Devo iscrivermi al RETA anche se incasso poco e in modo irregolare?
Dipende, e la legge non fissa una data. L'iscrizione è obbligatoria per chi svolge l'attività in modo abituale, personale, diretto e per conto proprio: è l'abitualità il presupposto, non il primo euro incassato. Quando l'obbligo c'è, però, la quota si paga a prescindere dal fatturato del mese, ed è la differenza principale rispetto alla gestione separata italiana. Quanto pesi l'entità dell'incasso nel giudizio di abitualità è materia discussa: la risposta cambia fra chi ha preso un payout una volta e chi ne prende dodici l'anno, e si valuta sul caso.
Sulla fattura alla prop firm ci metto l'IGIC?
No, se la prop firm è un'impresa stabilita fuori dalle Canarie: per i servizi resi a imprese la prestazione si localizza dove ha sede il destinatario, quindi non qui. La fattura esce senza imposta, con la dicitura che spiega perché non c'è — e senza quella dicitura è formalmente incompleta. Non è uno sconto e non è un vantaggio canario: è una regola di territorialità. Dove sia stabilita la società si legge sul contratto, ed è il documento da guardare prima di emettere la prima fattura.
Alle Canarie pago il 4% con la ZEC?
Quasi mai, e vale la pena dire perché. Il 4% è l'aliquota dell'imposta sulle società nel regime della Zona Especial Canaria, e riguarda società di nuova costituzione, con un investimento minimo da realizzare nei primi due anni dall'iscrizione, posti di lavoro da creare entro sei mesi e mantenere, direzione effettiva sulle isole e un oggetto sociale compreso nell'elenco allegato alla legge. Quell'elenco segue la classificazione europea delle attività economiche e passa dai servizi informatici alle attività giuridiche e contabili: i servizi finanziari, le assicurazioni e le attività ausiliarie a essi non vi compaiono. Per una persona fisica che incassa payout non è la strada; i requisiti uno per uno stanno nella guida alla ZEC.
Mi pagano in USDT: cambia qualcosa?
Sì, e sono due eventi distinti che vanno tenuti separati. L'incasso del compenso si valuta al cambio del giorno ed è reddito dell'attività; la successiva vendita o conversione della cripto genera un guadagno o una perdita patrimoniale, che segue le regole della base del risparmio perché lì una trasmissione c'è davvero. Sul fronte informativo: il Modelo 720 non riguarda le criptovalute, e il Modelo 721 riguarda solo quelle custodite da terzi che conservano le chiavi private per conto tuo, sopra la soglia e nella finestra di gennaio-marzo. Le cripto in autocustodia restano fuori.
Sono ancora residente in Italia: posso aprire la posizione alle Canarie e basta?
No, e in questo mestiere meno che in altri. Un prop trader non ha magazzino, non ha clienti sul territorio e non ha un ufficio: l'unica cosa che lega quel reddito a un Paese è dove vivi tu, e per questo tutta la questione si gioca lì e non sulla partita IVA. Dal 2024 la legge italiana considera residente chi, per più di metà dell'anno, ha in Italia la residenza civilistica o il domicilio — che oggi significa il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari — oppure vi è semplicemente presente; l'iscrizione all'anagrafe, da sola, vale come presunzione superabile con prova contraria. Sul lato spagnolo contano i giorni di permanenza, il nucleo principale degli interessi economici e la residenza della famiglia. Se tutte e due le amministrazioni ti considerano residente, il conflitto si scioglie con i criteri della convenzione fra Italia e Spagna, che si applicano in quest'ordine: abitazione permanente, centro degli interessi vitali, dimora abituale, nazionalità. Il trasferimento va fatto davvero e documentato, prima di qualunque calcolo.
Ho già incassato payout senza dichiararli: che si fa?
Si ricostruisce prima e si decide dopo. Servono i contratti, lo storico dei payout, i cambi applicati, i movimenti dei conti e dei portafogli, e la verifica di quale sia stata davvero la tua residenza fiscale in ciascun anno — che è la domanda da cui dipende quale amministrazione debba ricevere che cosa. Da lì si valuta come sistemare le annualità ancora aperte. Non promettiamo l'esito di una richiesta di chiarimenti: promettiamo che i numeri e i documenti che li sostengono siano in ordine prima che arrivi.
Le altre attività digitali
Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.
Parliamo del tuo contratto, prima che dei modelli
Ci porti il contratto con la prop firm, lo storico dei payout e i conti su cui atterrano. Guardiamo su che base si qualifica quel reddito, che cosa va aperto e quando, e da quale documento si comincia.
- Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
- In videochiamata, oppure nel nostro ufficio a Las Palmas.
- Ti diciamo anche quando non conviene: capita, e lo diciamo.
- Costa 120 € + IGIC, e lo sai da qui: non lo scopri alla fine.
Il Kit per trasferirsi alle Canarie. Gratis, subito.
Ventinove pagine: i nove passi nell'ordine in cui servono davvero, i costi indicativi, gli errori che costano cari e i link ufficiali. Nei tre mesi dopo ti scriviamo noi dello studio, un passaggio alla volta: nessun indirizzo ceduto a terzi, e ci si cancella con un clic.
- 29 pagine
- Edizione 2026/2027