Su TikTok il prodotto si vende in un video. Si consegna attraverso una dogana.
L'acquisto nasce dentro il video: si guarda, si tocca, si paga. Poi comincia la parte che il video non fa vedere. Chi prova a vendere su TikTok Shop stando alle Isole Canarie spedisce da un territorio che è Unione europea e unione doganale, ma che dell'IVA comune non fa parte: ogni pacco esce con una dichiarazione doganale, e a destinazione l'imposta la deve versare qualcuno. Chi sia quel qualcuno — tu, la piattaforma o il cliente al corriere — dipende da dove tieni la merce.
- IGICalle isole non c'è l'IVA: c'è un'altra imposta indiretta
- 150 €la soglia che sposta chi versa l'imposta a destinazione
- DAC7la piattaforma comunica i tuoi numeri prima di te
Prima domanda: dove sta la merce. Le tasse vengono dopo
Su un canale che vende oggetti fisici partendo da un arcipelago, l'aliquota è l'ultima variabile della catena. La prima è geografica, e ha una risposta sola per ogni attività — dove sta fisicamente lo stock nel momento in cui qualcuno tocca il pulsante. Il resto, compresa l'imposta, viene dietro a quella risposta.
- 1 · Il videoUn contenuto che gira non si spegne la sera: porta ordini per giorni, e nessuno di quegli ordini aspetta te.
- 2 · Il piccoGli ordini arrivano concentrati in poche ore. È la parte del canale che cresce da sola — l'unica.
- 3 · L'uscitaLe pratiche, invece, non crescono da sole: dalle isole ogni spedizione verso l'esterno è un'esportazione da dichiarare e da provare, pacco per pacco.
- 4 · Il rientroI resi tornano quando il video non gira più: ripassano dalla dogana, e il loro costo cade in un mese in cui non vendi altrettanto.
La cornice sorprende quasi tutti quelli che non vivono alle isole: le Canarie stanno dentro l'Unione europea e dentro il suo territorio doganale, ma restano fuori dal territorio dell'IVA comune. Al suo posto c'è l'IGIC, l'imposta generale indiretta canaria, con un tipo generale del 7% e diversi altri tipi impositivi, dal tipo zero a quelli più alti. Chi vende beni non applica il 7% d'ufficio: classifica il listino voce per voce, perché fra i tipi più alti finiscono categorie che su questo canale girano parecchio, come la gioielleria e i profumi.
La conseguenza pratica è quella che decide se il progetto sta in piedi: la merce che esce dalle isole non porta IGIC, perché la spedizione verso l'esterno è un'esportazione esente; ma all'arrivo il Paese di destinazione applica la propria IVA dal primo euro, perché la franchigia sui piccoli invii è stata abolita nel luglio del 2021. E l'esenzione in uscita non è automatica: va provata. Il passaggio doganale è lo stesso da Tenerife, da Gran Canaria o da Lanzarote — a cambiare da un'isola all'altra sono i vettori disponibili e i giorni di transito, non l'adempimento. Il quadro completo, con l'esempio numerico, sta nella guida su vendere online dalle Canarie fra IGIC e dogana.
Tre modi di vendere su TikTok stando alle isole
Stesso prodotto, stesso video, stesso prezzo. Cambia una cosa sola — dove tieni lo stock e chi chiude la vendita — e cambiano la frontiera, l'imposta e le dichiarazioni. Non è una scelta fra tre regimi fiscali: è una scelta fra tre catene logistiche, e l'imposta viene dietro.
Il caso da cui si parte quasi sempre: il video fa da vetrina, l'ordine si chiude sul tuo negozio online, il pacco parte da casa tua o dal tuo deposito alle isole. La frontiera la attraversa ogni singola spedizione.
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Dove sta la merce
Alle isole. Vale la pena ricordarsi che è già entrata una volta: lo stock acquistato fuori dall'arcipelago sconta l'IGIC all'importazione, e per alcune categorie di merci in dogana può aggiungersi un ulteriore tributo canario. Si guarda sulla voce doganale del prodotto, prima di ordinare lo stock.
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Che cosa succede alla frontiera
Ogni pacco esce con la sua dichiarazione doganale: è un'esportazione esente da IGIC, purché la prova dell'uscita esista e la fattura porti la menzione dell'esenzione. Il dazio non c'è sulla merce già in libera pratica nell'Unione; per merce extra-unionale mai immessa in libera pratica va guardato prima.
esportazione da provare -
Chi incassa l'imposta
Tu, in un modo o nell'altro. Fino a 150 euro di valore intrinseco il regime d'importazione permette di incassare l'IVA del Paese del cliente già al momento del pagamento e di versarla con un'unica dichiarazione; sopra quella soglia si torna all'importazione ordinaria, e l'imposta la paga il cliente al corriere oppure la incorpori tu nel prezzo. Se a quel regime possa accedere un'impresa stabilita solo alle isole è il punto aperto qui sotto.
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Che cosa presenti
Gli adempimenti IGIC per quello che vendi dentro le isole, le dichiarazioni periodiche del regime d'importazione se risulterà utilizzabile, e i documenti doganali di ogni uscita — che non sono un archivio: sono la prova su cui regge l'esenzione.
400 · 420 · 425 · le prove d'uscita -
Che cosa verifichiamo prima
Se un'impresa stabilita soltanto alle isole possa iscriversi al regime d'importazione da sola o debba nominare un intermediario. La documentazione pubblica su questo punto non è univoca: lo sciogliamo alla fonte prima di impostare il canale, non dopo il primo ordine.
da sciogliere alla fonte
L'ordine si chiude dentro l'interfaccia della piattaforma. Qui entra in scena una regola che quasi nessuno spiega: quando un'interfaccia elettronica «facilita» la vendita di beni importati fino a 150 euro, per l'IVA verso il consumatore finale si sostituisce al venditore.
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Dove sta la merce
Sempre alle isole: sul lato in entrata non cambia niente rispetto al caso precedente, e i resi che tornano indietro ripassano dalla dogana — vanno dichiarati come reimportazioni, non gestiti come un rientro a magazzino.
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Che cosa succede alla frontiera
Identico: esportazione in uscita dalle isole, importazione all'arrivo. La frontiera non si sposta perché si è cambiato canale di vendita.
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Chi incassa l'imposta
La piattaforma, come fornitore presunto, sulle vendite che facilita entro i 150 euro. Sopra la soglia la regola non vale più e si ricade nel caso precedente: sono due regimi contemporanei sullo stesso magazzino.
fornitore presunto sotto soglia -
Che cosa presenti
Su quel flusso non versi tu l'imposta di destinazione, ma la vendita resta tua e va registrata: chi tiene un registro unico indistinto non sa più dire quale imposta ha versato chi, ed è il primo punto che salta in un controllo.
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Che cosa verifichiamo prima
Due cose, in quest'ordine: se il canale serve davvero le isole alla data in cui apri, e se quella specifica interfaccia si comporti da fornitore presunto sulle spedizioni che partono da qui. Si verificano nel pannello del venditore, con la data accanto, prima di comprare stock.
due verifiche, non una
Lo stock si trasferisce in un deposito peninsulare, italiano o europeo, e da lì si vende. È la strada che molti scelgono per i tempi di consegna: è legittima, ed è una scelta, non un cavillo.
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Dove sta la merce
Fuori dalle isole. Da quel momento il tuo magazzino sta dentro il territorio dell'IVA comune, con tutto quello che ne consegue.
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Che cosa succede alla frontiera
Si attraversa una volta sola, con lo stock: l'importazione avviene al trasferimento, non a ogni ordine. Le vendite successive sono operazioni interne del Paese del deposito o vendite a distanza dentro l'Unione.
una volta sola -
Chi incassa l'imposta
Tu, con l'IVA del Paese in cui sta la merce e con le regole delle vendite a distanza per i clienti degli altri Stati membri. Il trattamento indiretto canario su quel flusso semplicemente non c'è più.
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Che cosa presenti
Le dichiarazioni IVA del Paese del deposito, che vanno aperte prima di spostare la merce. La posizione canaria resta per quello che continui a fare alle isole, e le due contabilità non si mescolano.
una posizione IVA in più -
Che cosa verifichiamo prima
Che il conto torni: giorni di consegna guadagnati contro una posizione fiscale in più da mantenere altrove, con i suoi termini e le sue sanzioni. L'errore classico è spostare lo stock e accorgersi dopo di aver venduto in regime interno in un Paese in cui non si era registrati.
Tre corsie, tre frontiere diverse: una a ogni pacco, una a ogni pacco ma pagata da qualcun altro, una sola all'inizio.
Chi incassa l'IVA quando vendi su TikTok Shop: tu, la piattaforma o la dogana
Centocinquanta euro di valore intrinseco. È il numero che in questa pagina conta più di tutti, perché non cambia l'imposta dovuta a destinazione: cambia chi la incassa e quando — e quindi che cosa il cliente si trova davanti alla consegna. Sotto la soglia, sulle vendite facilitate da un'interfaccia elettronica l'imposta di destinazione la incassa e la versa la piattaforma; se invece la vendita la chiudi tu, la stessa imposta si può incassare al pagamento attraverso il regime d'importazione, a condizione di potervi accedere — e per un'impresa stabilita soltanto alle isole quella è la prima cosa da verificare, non un dettaglio di registrazione. Sopra la soglia si torna alla dogana ordinaria.
Alla dogana ordinaria le strade sono due, e vanno dette al cliente prima del pagamento. Con l'imposta a carico del destinatario, il corriere presenterà al cliente il conto dell'IVA e dei diritti di sdoganamento: su un canale dove l'acquisto è d'impulso, quel conto imprevisto è il modo più rapido di far rifiutare un pacco. Incorporandola nel prezzo il cliente non vede nulla, ma l'onere resta tuo e va messo nel margine. E il pacco rifiutato torna alle isole passando di nuovo dalla dogana: è una reimportazione da dichiarare, e come vada trattata dipende dalle condizioni in cui la merce rientra.
C'è infine il verso opposto, quello che si guarda per ultimo: le fatture che ricevi tu dalla piattaforma — commissioni, pubblicità, servizi logistici. Quando un fornitore non è stabilito alle isole e l'operazione si localizza qui, l'imposta la autoliquidi tu con l'inversione del soggetto passivo. È un meccanismo, non una regola automatica: se si applichi ai documenti che ricevi dipende da quale società emette la fattura e da come è qualificato il servizio, e si guarda sulla fattura vera.
Magazzino, resi e responsabilità: la forma giuridica si sceglie qui
Chi vende abbigliamento e accessori mette in conto i resi fin dall'inizio. Ogni reso che rientra alle isole è un passaggio doganale, non un movimento di magazzino; e ogni prodotto venduto a un consumatore europeo porta con sé la responsabilità di chi lo mette sul mercato. Sono le due voci che spostano la scelta fra lavorare come autonomo e costituire una società, molto più dell'aliquota.
Parliamone sui tuoi numeriSe guadagni con le commissioni, il tuo cliente non è TikTok
Sullo stesso canale convivono due mestieri diversi: chi vende i propri prodotti e chi li promuove per conto d'altri, a provvigione. Il secondo non ha merce, non ha dogana e non ha resi — ma ha un equivoco tutto suo, e nasce dal documento.
- 1 · L'accordoIl rapporto commerciale corre fra te e il venditore che promuovi. La piattaforma mette in contatto le parti e misura i risultati.
- 2 · Il documentoSe è il sistema a generare la fattura della provvigione, quello è un accordo di autofatturazione: va letto prima di accettarlo, perché emettere un documento per conto tuo non sposta su altri la responsabilità del trattamento fiscale.
- 3 · L'impostaVerso un'impresa è un servizio che si tassa dove il cliente è stabilito: la fattura esce senza imposta, con la menzione dell'inversione del soggetto passivo, e l'imposta la assolve il destinatario nel suo Paese.
La conseguenza per chi sta alle isole e fattura a un'azienda italiana è netta e va scritta bene: niente IGIC in fattura, perché il servizio non si localizza qui; e nemmeno IVA italiana, perché non sei tu a doverla applicare. Il committente italiano assolve l'imposta per proprio conto, e — trattandosi di un prestatore che sta fuori dal territorio IVA dell'Unione — lo fa con un documento proprio, non integrando la tua fattura. Il modo esatto di documentarlo lato italiano dipende dal caso: qui diciamo il principio, la procedura si guarda insieme. Le formule da usare in fattura stanno nell'articolo su come si fattura a un cliente italiano o europeo dalle Canarie.
La piattaforma ha già comunicato i tuoi numeri
I gestori di piattaforma raccolgono e trasmettono all'amministrazione fiscale l'identità dei venditori, il numero di operazioni, i corrispettivi, le commissioni trattenute. In Spagna il canale è un modello dedicato, presentato a gennaio dell'anno successivo; in Italia c'è l'adempimento speculare, e i dati si scambiano fra Stati membri. Chi ricostruisce i conti a memoria arriva secondo.
Il modello con cui la piattaforma ti nomina
È la dichiarazione informativa dei gestori di piattaforma in Spagna. Si presenta nel mese di gennaio dell'anno naturale successivo a quello dei dati: quando apri la tua dichiarazione, l'amministrazione ha già i tuoi numeri da mesi.
Orden HAC/72/2024, art. 9, e art. 54 ter.6 del regolamento generale di gestione e ispezione (RD 1065/2007)Le vendite di beni sotto le quali si resta fuori
Un venditore è escluso dalla comunicazione solo se sta sotto le trenta cessioni di beni nel periodo. Su un canale dove un video che gira porta ordini in poche ore, è una soglia che si attraversa in settimane.
Direttiva (UE) 2021/514, Allegato V, Sezione I, parte B, punto 4, lettera d)L'altra metà della stessa soglia, in euro
Le due condizioni valgono insieme: poche vendite e un corrispettivo contenuto. Superata anche una sola delle due, si viene comunicati. E la franchigia riguarda la vendita di beni: per le altre attività elencate dalla direttiva una soglia minima non è prevista.
Direttiva (UE) 2021/514, Allegato V, Sezione I, parte B, punto 4, lettera d)Partita IVA per vendere su TikTok: autónomo, SL, e perché la ZEC quasi mai è la risposta
Qui sotto ci sono le domande che facciamo davvero in studio, nell'ordine in cui le facciamo. Non è un calcolatore e non dà un esito: serve a capire di che cosa parleremo e a togliere di mezzo, prima di cominciare, le scorciatoie che circolano nei video.
Dove sei residente fiscalmente oggi?
È la prima domanda perché è quella che regge tutte le altre: la struttura si sceglie dopo, non prima.
Quanto stock ti passa per le mani?
Non serve la cifra: serve sapere se c'è un magazzino, e quindi se c'è un rischio da separare dal tuo patrimonio personale.
Il trasferimento è deciso o è ancora un'ipotesi?
Cambia tutto, e cambia l'ordine delle cose da fare. Non è una domanda di forma.
Si parte quasi sempre dalla posizione di autonomo
Senza magazzino la società aggiunge costi fissi e obblighi che l'attività da sola raramente giustifica; il confronto si rifà quando i numeri cambiano, e si rifà sui numeri — autónomo o SL, che cosa cambia davvero. Il primo anno ha regole sue anche sui contributi: una quota ridotta statale e una sovvenzione regionale che può rimborsarla, ciascuna con la sua domanda e la sua finestra, descritte nell'articolo sui contributi dell'autonomo alle Canarie.
Con il magazzino entra la responsabilità, e la domanda cambia
Chi compra a lotti anticipa denaro, immagazzina merce e risponde verso i consumatori di ciò che vende: è il caso in cui la società si guarda per separare il rischio, prima ancora che per l'imposta. La Zona Especial Canaria, con il suo tipo del 4%, è un'altra cosa: chiede una società nuova, un investimento minimo, assunzioni alle isole, direzione effettiva sul posto, un'attività fra quelle ammesse, e ha un tetto al vantaggio legato al volume d'affari realizzato qui. La guida alla ZEC elenca i requisiti uno per uno: si leggono prima di costituire, non dopo.
Prima la residenza, poi la struttura. In quest'ordine
Il trasferimento va fatto davvero e va documentato: iscrizione, presenza, centro degli interessi. Aprire la posizione fiscale alle isole prima di aver spostato la vita è il modo più semplice di costruire una contestazione contro sé stessi. I passaggi e i documenti stanno in residenza fiscale alle Canarie e iscrizione all'AIRE.
Allora il reddito resta italiano, e va detto subito
Restando residenti in Italia il reddito si dichiara lì, con gli obblighi informativi italiani; e una società canaria amministrata di fatto dall'Italia è, per il fisco italiano, una società italiana. Nel commercio online la contestazione è più facile da sollevare, perché non c'è un capannone a smentirla: che cosa guarda il fisco italiano. Si può lavorare bene anche così — ma sapendolo.
Come lavoriamo su una pratica come questa
L'ordine dei passaggi non è burocrazia: alcune posizioni si aprono prima del primo ordine e non si sistemano a posteriori, e alcune scelte — il deposito, il regime, il gestionale — si pagano per anni.
Si disegna la catena, non il listino
Dove sta lo stock oggi, dove vorresti che stesse, quanti ordini al mese e verso quali Paesi, quanti resi. Da questa mappa esce la corsia, e dalla corsia escono gli adempimenti. Farlo al contrario — scegliere il regime e poi adattarci la logistica — è l'errore che vediamo più spesso.
primo incontroSi aprono le posizioni nell'ordine giusto
Dichiarazione censale all'amministrazione statale, censimento IGIC a quella canaria, classificazione dell'attività fra le tariffe dell'imposta sulle attività economiche — per la vendita al dettaglio per corrispondenza o catalogo esiste un gruppo dedicato, e vendere via internet non esonera dall'iscrizione.
prima del primo ordineSi sceglie un gestionale che regga due mondi
Operazioni con IGIC e operazioni senza imposta convivono nello stesso registro, e il sistema antifrode di fatturazione entra in vigore per le società dal 1º gennaio 2027 e per gli altri obbligati dal 1º luglio 2027. Un programma tarato solo sull'IVA peninsulare, qui, si cambia dopo pochi mesi.
prima che i registri diventino un problemaC'è anche il caso in cui la risposta è «no». Non prendiamo in carico una pratica quando l'obiettivo dichiarato è non pagare imposte; quando si chiede la ZEC senza voler mettere nulla nelle isole; quando la residenza deve restare in Italia e la struttura canaria serve solo a spostare l'apparenza; e quando i conti, fatti con i costi veri di spedizione e di reso, dicono che il margine unitario non regge la frontiera. Dirlo alla prima consulenza costa meno che scoprirlo dopo aver comprato il primo stock.
Tasse e dogana per chi vende su TikTok Shop: quello che ci chiedono
Posso vendere su TikTok Shop se la mia attività è registrata alle Canarie?
È la prima cosa da verificare, e si verifica nel pannello del venditore prima di comprare stock, non dopo. Le piattaforme chiedono che l'indirizzo dell'attività corrisponda al mercato per cui ci si registra, e la copertura territoriale delle isole va confermata alla data in cui apri: non conosciamo documentazione ufficiale pubblica che la fissi una volta per tutte. Se il canale non serve le isole restano due strade — usarlo come vetrina verso il tuo negozio online, oppure spostare lo stock.
Se spedisco dalle Canarie all'Italia, chi paga l'IVA italiana?
Si applica all'importazione, dal primo euro: la franchigia sui piccoli invii non esiste più dal luglio 2021. Fino a 150 euro di valore intrinseco può incassarla la piattaforma quando è lei a facilitare la vendita, oppure la puoi incassare tu al pagamento attraverso il regime d'importazione, se la tua impresa può accedervi: per chi è stabilito soltanto alle isole quel punto va sciolto prima di aprire il canale. Sopra la soglia si torna alla dogana ordinaria e la paga il cliente al corriere, salvo che tu la incorpori nel prezzo. Il dazio non c'è sulla merce già in libera pratica nell'Unione; per merce extra-unionale mai immessa in libera pratica va guardato prima.
Devo mettere l'IGIC in fattura sulle vendite a clienti italiani?
No: la spedizione fuori dalle isole è un'esportazione esente dall'imposta canaria. Ma l'esenzione è condizionata alla prova: documento di trasporto e dichiarazione doganale conservati, e la menzione dell'esenzione in fattura. È il punto in cui, in verifica, cadono più posizioni — non perché l'operazione fosse sbagliata, ma perché la prova dell'uscita non c'era.
Guadagno commissioni promuovendo prodotti di altri: come le fatturo?
Il rapporto corre fra te e il venditore che promuovi, non fra te e la piattaforma. Verso un'impresa italiana o europea è un servizio che si tassa dove è stabilito il cliente: fattura senza imposta, con la menzione dell'inversione del soggetto passivo. Se il documento lo genera automaticamente il sistema, quello è un accordo di autofatturazione: va letto — dice che cosa resta a carico tuo — e il documento va comunque riconciliato con i tuoi registri, perché l'emissione per conto terzi non trasferisce la responsabilità del trattamento fiscale.
TikTok comunica i miei incassi al fisco?
Sì, come tutti i gestori di piattaforma soggetti alle regole europee di comunicazione: identità, numero di operazioni, corrispettivi e commissioni trattenute, con lo scambio dei dati fra Stati membri. Si resta fuori solo stando sotto le trenta cessioni di beni e non oltre i 2.000 euro di corrispettivo nel periodo: due condizioni insieme, non una. E la franchigia riguarda la vendita di beni: per le altre attività elencate dalla direttiva non è prevista una soglia minima.
Se sto sotto la soglia del REPEP non ho obblighi IGIC, nemmeno sulle vendite in Italia?
Sono due piani diversi che si confondono spesso. Il regime speciale del piccolo imprenditore riguarda le operazioni interne alle isole: sotto soglia non addebiti l'imposta canaria, ma in cambio non detrai quella pagata sugli acquisti — e chi compra stock ha molti acquisti. Le vendite verso l'Italia, invece, sono esportazioni: sono già senza IGIC a prescindere dal regime. Resta una domanda che vale la pena porsi prima di scegliere, e che verifichiamo caso per caso: se le esportazioni concorrano comunque a formare il volume di operazioni su cui la soglia si misura. Il funzionamento del regime è descritto nell'articolo sull'esenzione IGIC per i piccoli imprenditori.
Posso pagare il 4% con la ZEC vendendo su TikTok?
Solo con sostanza vera nelle isole: società di nuova costituzione, investimento minimo, posti di lavoro sul posto, direzione effettiva qui, attività compresa fra quelle ammesse, e un tetto al vantaggio legato al volume d'affari realizzato alle Canarie. Un'attività di sola rivendita gestita da remoto, con un deposito di pochi metri e nessun dipendente, quei requisiti non li soddisfa. Per chi comincia la domanda utile è un'altra, e riguarda il confronto fra posizione individuale e società.
Le altre attività digitali
Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.
Parliamo di dove tieni lo stock
Ci racconti che cosa vendi, dove tieni lo stock oggi e verso quali Paesi spedisci. Ti diciamo quali posizioni servono, in che ordine si aprono e che cosa va verificato prima di comprare la merce.
- Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
- In videochiamata, oppure nel nostro ufficio a Las Palmas.
- Ti diciamo anche quando non conviene: capita, e lo diciamo.
- Costa 120 € + IGIC, e lo sai da qui: non lo scopri alla fine.
Il Kit per trasferirsi alle Canarie. Gratis, subito.
Ventinove pagine: i nove passi nell'ordine in cui servono davvero, i costi indicativi, gli errori che costano cari e i link ufficiali. Nei tre mesi dopo ti scriviamo noi dello studio, un passaggio alla volta: nessun indirizzo ceduto a terzi, e ci si cancella con un clic.
- 29 pagine
- Edizione 2026/2027