Su eBay la piattaforma fa molte cose al posto tuo. Non decide se sei un'impresa.
Quasi tutti cominciano dalla stessa parte: un obiettivo fotografico che non si usa più, i vinili di un parente, il cambio armadio. Poi, per qualcuno, arriva il giorno in cui si compra qualcosa apposta per rivenderlo. Le tasse su eBay non nascono il giorno in cui la piattaforma comunica i tuoi dati al fisco: quella comunicazione non fa scattare niente. Anche chi vende soltanto i propri oggetti ha le sue regole; a cambiarle è l'altro giorno, quello in cui il tuo modo di vendere diventa un'attività economica. Sono due linee diverse, e non si toccano mai.
- DAC7le piattaforme trasmettono al fisco i dati dei venditori
- 30 e 2.000le due condizioni che, insieme, tengono fuori
- TPOchi compra usato da un privato paga un'imposta sull'acquisto
Vendere su eBay e le tasse: due linee diverse, e quasi tutti le confondono
La soglia di cui parlano tutti — trenta operazioni e duemila euro — è la regola con cui la piattaforma decide se comunicare i tuoi dati al fisco. Dice quando ti vedono. Non dice che cosa sei. È da questa confusione che nascono gli errori in tutte e due le direzioni: c'è chi apre una posizione che non gli serve, e c'è chi non la apre pur avendo già un'attività economica sotto gli occhi.
- 1 · La linea della visibilitàRiguarda la piattaforma. Sotto certe condizioni non è tenuta a comunicare chi sei e quanto hai incassato: è una regola di comunicazione, non di imposta.
- 2 · La linea della qualificazioneRiguarda te. L'attività economica nasce quando si organizzano mezzi propri per intervenire nella distribuzione di beni. Nessun numero la fa scattare.
- 3 · Non si toccanoSi può finire nella comunicazione senza avere niente da aprire, e avere già tutto da aprire senza comparirvi. Le combinazioni sono quattro, e le trovi qui sotto una per una.
Quattro modi di vendere su eBay, e la differenza non è quanto incassi
Le due linee si accendono in modo indipendente, e la prova è che esistono davvero tutte e quattro le combinazioni. Nelle prime due cambia solo il volume, e la risposta fiscale non cambia; fra le prime due e le altre cambia da dove arriva quello che vendi, ed è lì che cambia tutto.
Il caso più comune su eBay: oggetti che erano tuoi, comprati a suo tempo per usarli. Nessuna delle due linee è accesa.
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Che cosa vede la piattaforma
Restando sotto le trenta operazioni dell'anno e con non più di duemila euro incassati, non sei fra i venditori di cui la piattaforma deve comunicare i dati. Servono entrambe le condizioni.
dati non comunicati -
Che cosa sei per il fisco
Stai cedendo beni tuoi. Non c'è organizzazione di mezzi rivolta alla distribuzione, quindi non c'è attività economica: di per sé nessuna posizione da aprire e nessuna imposta indiretta sulla vendita.
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Che cosa dichiari lo stesso
Se dalla vendita esce un guadagno, quello è una plusvalenza patrimoniale e va in dichiarazione. Se invece rivendi a meno di quanto avevi pagato, la minusvalenza è dovuta all'uso del bene e la legge non la computa come perdita.
plusvalenza, non reddito d'impresa -
L'errore tipico
Leggere «sotto i duemila euro non si dichiara niente». Quella soglia riguarda l'obbligo della piattaforma, non il tuo.
Un'eredità, un trasloco, una collezione di famiglia: tanti pezzi in pochi mesi, tutti già di proprietà. Linea di sopra accesa, linea di sotto spenta.
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Che cosa vede la piattaforma
Basta che salti una delle due condizioni perché la comunicazione parta. E il confine è preciso in modo asimmetrico: la norma dice «meno di trenta», quindi con trenta operazioni esatte sei dentro; e dice «non abbia superato» duemila euro, quindi a duemila euro esatti sei ancora fuori.
dati comunicati -
Che cosa sei per il fisco
Niente di diverso dal caso precedente: il numero di pezzi non trasforma un armadio in un magazzino. Quello che serve è la prova di che cosa hai venduto e da dove veniva, perché il dato arriva all'amministrazione come un totale e la spiegazione ce l'hai solo tu.
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L'errore tipico
Aprire una posizione «per sicurezza» appena si scopre che i propri dati sono stati comunicati. Una posizione aperta porta con sé contributi e dichiarazioni periodiche anche quando non serviva aprirla.
Poche vendite all'anno, ma di oggetti comprati apposta. È il caso rovesciato, e il più scomodo: linea di sopra spenta, linea di sotto accesa.
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Che cosa vede la piattaforma
Probabilmente niente: sotto le due condizioni non c'è comunicazione. Il silenzio però non è una posizione in regola.
dati non comunicati -
Che cosa sei per il fisco
Comprare per rivendere è l'indizio più forte che ci sia: c'è un'organizzazione di mezzi propri rivolta alla distribuzione di beni, che è esattamente la definizione di attività economica.
attività economica -
Che cosa comincia da lì
La dichiarazione censale all'Agencia Tributaria con il Modelo 036, il censimento presso l'Agencia Tributaria Canaria per l'imposta indiretta, e l'iscrizione al regime dei lavoratori autonomi.
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L'errore tipico
Aspettare la lettera. L'obbligo non nasce il giorno in cui qualcuno se ne accorge: nasce quando comincia l'attività.
Negozio eBay, acquisti regolari, spedizioni tutti i giorni. Le due linee sono accese, e da qui in poi la pagina parla di te.
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Che cosa vede la piattaforma
Comunicazione annuale. In Spagna il documento con cui la piattaforma dichiara i dati dei suoi venditori è il Modelo 238, che si presenta a gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento.
Modelo 238 -
Che cosa cambia sull'acquisto
Se compri da privati, sull'acquisto c'è un'imposta a tuo carico. Se compri da imprese non c'è, ma quei beni escono dal regime speciale dell'usato.
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Che cosa cambia sulla vendita
Il pacco che lascia le isole è un'esportazione esente dall'imposta indiretta canaria; il pacco che resta alle isole è un'operazione interna, e lì l'imposta si calcola — eventualmente con il regime dei beni usati.
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Che cosa resta ogni trimestre
Autoliquidazioni dell'imposta indiretta, acconti sull'imposta sul reddito, contributi, libri registro e la prova documentale che la merce è uscita davvero.
modelli 400 · 420 · 425
La linea di sopra dice quando ti vedono. Quella di sotto dice che cosa sei.
Trenta pezzi e duemila euro: che cosa comunica eBay, a chi e quando
Dal recepimento della direttiva europea sulle piattaforme, chi gestisce un marketplace raccoglie e verifica i dati dei venditori e li trasmette all'amministrazione fiscale dello Stato in cui il venditore risulta residente. Non è un accertamento: è un elenco che arriva prima di qualunque domanda. Su un canale dove una parte enorme del venduto sono oggetti di casa, questo ha un effetto che altrove non si vede: quello che viene trasmesso è il totale incassato, non un reddito, e la distanza fra le due cose sta nei tuoi documenti di acquisto, non nei loro.
Le operazioni dell'anno
La norma parla di «meno di trenta» operazioni di vendita di beni nel periodo di riferimento: con ventinove si resta fuori, con trenta esatte si è già dentro. Il conteggio riguarda i beni, non i servizi.
Real Decreto 117/2024, allegato, sezione I, lettera d)L'importo incassato
La norma dice «non abbia superato»: a duemila euro esatti si è ancora fuori. E le due condizioni valgono insieme — basta che ne salti una perché il venditore smetta di essere escluso dalla comunicazione.
Real Decreto 117/2024, allegato, sezione I, lettera d)Il modello della piattaforma
In Spagna la dichiarazione informativa degli operatori di piattaforma ha carattere annuale e si presenta nel mese di gennaio dell'anno successivo. In Italia lo stesso obbligo arriva dal decreto legislativo 32 del 2023.
Orden HAC/72/2024, che approva i modelli 238 e 040Se ti sei trasferito e l'account eBay è rimasto italiano
La piattaforma non sa dove vivi: sa che cosa c'è scritto nel profilo. Indirizzo, intestazione e numero d'imposta sono i dati con cui stabilisce a quale Stato trasmettere la comunicazione, ed è anche da lì che dipende come tratta l'imposta sulle tue vendite.
- 1 · Il trasferimentoSposti la residenza, apri la posizione alle isole e cominci a dichiarare in Spagna.
- 2 · Il profilo dimenticatoSull'account restano l'indirizzo e il codice fiscale di prima: nessuno li aggiorna, perché le vendite continuano a funzionare.
- 3 · La comunicazioneLa piattaforma trasmette i dati del venditore allo Stato che risulta dal profilo. Cioè all'Italia, mentre tu dichiari in Spagna.
- 4 · La richiesta di chiarimentiUn anno dopo arriva una lettera su incassi già dichiarati altrove: rispondere si può, ma costa documenti e tempo.
Aggiornare il profilo è la prima cosa da fare, e non basta da sola: il trasferimento va sostenuto dai fatti, perché è quello che regge tutto il resto. Ne parliamo negli articoli su residenza fiscale e iscrizione all'AIRE e su come si evita la doppia imposizione fra Italia e Spagna.
Il pacco esce dal territorio dell'IGIC ed entra in quello dell'IVA di destinazione
Fra l'isola e il compratore c'è una frontiera fiscale, anche quando il pacco resta dentro l'Unione. Ogni spedizione che lascia le Canarie è un'esportazione esente dall'imposta indiretta canaria, con la sua dichiarazione doganale; all'arrivo, l'imposta la chiede il Paese di destinazione. Chi la paga, e in che momento, dipende dal valore del pacco e dal canale su cui è stato venduto.
Guardiamo i tuoi ordini veriFino a 150 euro l'IVA la incassa la piattaforma; sopra, sdogana il compratore
Per le vendite a distanza di beni importati di valore intrinseco fino a 150 euro, la disciplina europea considera fornitore presunto l'interfaccia elettronica che le facilita: è la piattaforma a riscuotere al momento del pagamento l'imposta del Paese del compratore e a versarla con il proprio numero di identificazione, che mette a disposizione del venditore per la dichiarazione doganale e solo per le vendite fatte lì. Quella regola guarda da dove parte il pacco e quanto vale, non dove sei tu: vale per le spedizioni che lasciano le isole. Se la merce che vendi si trova già dentro l'Unione — in un magazzino in penisola, per dire — la regola da guardare è un'altra, e va verificata a parte.
Fino a 150 euro
L'imposta del Paese di destinazione è già stata riscossa al checkout dalla piattaforma. Al venditore resta di far viaggiare correttamente il numero di identificazione sulla dichiarazione doganale: se non arriva a destinazione, l'imposta viene chiesta una seconda volta al compratore.
incassa la piattaformaSopra i 150 euro
La piattaforma non riscuote. L'imposta all'importazione e i diritti di sdoganamento li paga il destinatario al vettore, alla consegna. Sulla merce che ha già lo stato unionale dazi non se ne pagano, ma la pratica c'è e il pacco può restare fermo.
paga il compratoreLa Francia, senza soglia
eBay dichiara di riscuotere l'imposta su tutte le spedizioni dirette in Francia, qualunque sia il valore del pacco. È un'eccezione annunciata dalla piattaforma, non una regola generale: conviene ricontrollarla prima di aprire quel mercato.
sempre alla cassaC'è poi un vincolo che appartiene solo a questo canale: le regole di eBay stabiliscono che gli oneri d'importazione sono a carico dell'acquirente, che il venditore non può includerli nel prezzo dell'oggetto e della spedizione e che le inserzioni devono informarne chi compra dall'estero. La strada del «tutto compreso alla consegna», che su un negozio online proprio si può costruire, qui dentro l'inserzione non si costruisce: l'unico modo in cui quegli oneri compaiono al momento del pagamento è il programma di spedizione internazionale della piattaforma, che li mostra e li incassa lei. Che il pacco parta da Tenerife, da Gran Canaria o da Lanzarote la pratica doganale non cambia: cambia semmai il vettore che la sbriga.
E il pacco che torna indietro fa la stessa strada al contrario: rientrando alle isole è un'importazione. L'esenzione che la legge canaria prevede per la reimportazione è scritta per chi aveva esportato o inviato la merce in via temporanea e la riprende nello stesso stato: applicarla a un reso commerciale non è automatico, e va verificato caso per caso. Su un canale dove la politica dei resi pesa sulla visibilità dell'inserzione, questo è un costo del modello di business, non un imprevisto: si mette nel conto prima di scegliere quanti giorni di reso offrire.
Comprare usato da un privato: sull'acquisto c'è un'imposta, e la paga chi compra
È il punto cieco di chi rivende. Quando chi vende è un'impresa, l'operazione esce dalle trasmissioni patrimoniali onerose e si applica l'imposta indiretta ordinaria. Quando chi vende è un privato quell'esclusione non opera: l'operazione resta nell'imposta sulle trasmissioni, ed è l'acquirente a doverla pagare. Chi compra da privati, quindi, non ha imposta da detrarre e ne ha una in più da versare.
Il tipo sui beni mobili alle Canarie
È il tipo previsto in via generale per la trasmissione di beni mobili dal testo unico canario delle disposizioni sui tributi ceduti. Non è una novità del 2026: è in vigore da anni, e non dipende dal fatto che l'acquirente sia o meno un'impresa.
Art. 31.1, lett. d), Decreto Legislativo 1/2009 — testo unico canario dei tributi cedutiUna sola autoliquidazione
Chi acquista regolarmente da privati beni mobili per rivenderli non presenta una dichiarazione per ogni acquisto: ne presenta una sola al mese, comprensiva di tutte le operazioni, entro il mese naturale successivo. I mezzi di trasporto usati restano fuori da questa semplificazione.
Art. 39 septies, Decreto Legislativo 1/2009 — testo unico canario dei tributi cedutiL'esenzione pensata per i rivenditori
Riguarda i veicoli usati comprati da chi li rivende di mestiere, ed è concessa in via provvisoria: diventa definitiva solo giustificando la rivendita entro l'anno. Fotocamere, orologi, vinili e abbigliamento non hanno un'esenzione equivalente.
Art. 45.I.B).17 del Real Decreto Legislativo 1/1993 — testo unico dell'imposta sulle trasmissioniRivendere usato di mestiere: l'IGIC non si paga sul margine
Chi rivende usato ha un problema strutturale: comprando da privati non ha imposta da detrarre, e sulla vendita l'imposta sarebbe dovuta sul prezzo pieno. L'imposta indiretta canaria ha una risposta, ma non è il regime del margine che si conosce in Italia, e la differenza sta tutta nella base imponibile.
Il regime speciale dei beni usati è facoltativo: si applica a chi rivende abitualmente e solo se lo si è scelto. In via ordinaria la base imponibile è il 30 % del corrispettivo della vendita. Chi vende può optare per prendere come base la differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, purché la giustifichi documentalmente; in quel caso la base non scende comunque sotto il 20 % del corrispettivo, e sotto il 10 % per le automobili da turismo usate. Sulla base così determinata si applica il tipo dell'imposta, che in via generale è il 7 %. L'opzione per il margine si esercita nei termini e nella forma stabiliti dal regolamento e produce effetto per tutto l'anno naturale successivo: non è una scelta che si fa a dicembre guardando i conti dell'anno che si chiude.
Le esclusioni, su questo canale, pesano: di regola restano fuori i beni acquistati da altri soggetti passivi, quelli importati o trasformati da chi vende, gli imballaggi, i materiali di recupero e — la più insidiosa qui — i beni composti in tutto o in parte da pietre o metalli preziosi o da perle, cioè i gioielli e molti orologi. Oggetti d'arte, antiquariato oltre i cento anni e oggetti da collezione hanno un articolo dedicato, con una definizione tassativa in cui vinili e abbigliamento vintage di norma non rientrano.
E c'è una distinzione che quasi nessuno fa: tutto questo conta solo verso l'interno. Le spedizioni fuori dalle isole sono esportazioni esenti, e lì non c'è imposta indiretta da calcolare — né sul prezzo, né sul trenta per cento, né sul margine. Chi vende soltanto verso l'Italia rischia di studiare un regime che nel suo caso non si applica; chi vende anche ai clienti delle isole guardi invece la franchigia per i piccoli imprenditori, riservata alle persone fisiche stabilite qui e con la soglia di volume di operazioni salita a 50.000 euro dal 1º luglio 2026.
Da dove arriva quello che vendi, e dove sta chi lo compra
Non è un calcolatore e non dà un esito: è il percorso delle domande che facciamo in una prima consulenza, le stesse che stanno dietro a tutta la nostra assistenza a chi lavora online.
Quello che vendi, da dove arriva?
È la domanda che divide in due tutta la pagina: prima di guardare gli importi guardiamo la provenienza.
Quanto spesso capita?
Vendere i propri oggetti non è, di per sé, un'attività economica. Ma se diventa una cosa continua, si guarda che cosa è cambiato attorno.
Da chi la compri?
Qui l'indizio dell'attività economica c'è già. Cambia però tutto il resto, e cambia in base a chi ti vende la merce.
Si guarda la dichiarazione dei redditi, non la posizione da aprire
Le cessioni di beni propri generano guadagni o perdite patrimoniali, e la perdita dovuta all'uso del bene non si computa. Non c'è una posizione da aprire per il solo fatto di aver venduto, nemmeno se la piattaforma ha trasmesso i tuoi dati.
La domanda diventa: da quando?
Continuità e mezzi organizzati sono indizi, non prove: si guardano insieme, e la risposta ha una data. Da lì discendono l'iscrizione al regime dei lavoratori autonomi e gli acconti periodici, con le agevolazioni di avvio che vanno chieste ognuna nella sua finestra — le trovi nell'articolo su contributi, tarifa plana e cuota cero.
Due imposte, non una
Sull'acquisto c'è l'imposta sulle trasmissioni patrimoniali, a tuo carico, con la sua autoliquidazione mensile; sulla vendita c'è l'imposta indiretta se il compratore sta alle isole, eventualmente con il regime dei beni usati. Il punto delicato è la documentazione degli acquisti: senza, l'opzione per il margine non è difendibile.
Il regime dei beni usati non entra in gioco
I beni acquistati da altri soggetti passivi ne sono esclusi, salvo casi particolari: in cambio l'imposta pagata sugli acquisti segue le regole ordinarie della detrazione. Da qui in poi la domanda si sposta sulla forma da dare all'attività, e la affrontiamo così: autónomo o società, che cosa cambia davvero.
Quanto si può vendere su eBay senza partita IVA: quello che ci chiedono
Quanto posso vendere su eBay prima di dover aprire una partita IVA?
Non c'è un numero. L'obbligo nasce quando l'attività diventa economica, cioè quando si organizzano mezzi propri per intervenire nella distribuzione di beni, e l'indizio decisivo è comprare per rivendere. I trenta pezzi e i duemila euro che si leggono ovunque sono un'altra cosa: sono le condizioni sotto le quali la piattaforma non è tenuta a comunicare i tuoi dati. Si può stare sotto quelle condizioni ed essere già in obbligo, e si può starci sopra senza avere niente da aprire.
eBay comunica le mie vendite al fisco?
Sì, se non rientri fra i venditori esclusi. Per la vendita di beni resta fuori dalla comunicazione chi nell'anno realizza meno di trenta operazioni e incassa non più di duemila euro: servono entrambe le condizioni, e basta che ne salti una perché la comunicazione parta. In Spagna la dichiarazione della piattaforma è il Modelo 238, da presentare a gennaio dell'anno successivo; in Italia lo stesso obbligo viene dal decreto legislativo 32 del 2023. Il dato arriva all'amministrazione dello Stato in cui risulti residente secondo i dati del tuo account.
Se vendo un oggetto mio a meno di quanto l'ho pagato, posso dedurre la perdita?
No. La legge spagnola sull'imposta sul reddito esclude espressamente dal computo delle perdite patrimoniali quelle dovute al consumo, cioè all'uso del bene: la differenza fra quanto avevi pagato una fotocamera e quanto la rivendi non è una perdita deducibile. Se invece dalla vendita esce un guadagno, quello è una plusvalenza e va dichiarato.
Devo iscrivermi all'IOSS per vendere su eBay dalle Canarie?
Per le vendite fatte sulla piattaforma fino a 150 euro, no: la regola europea considera la piattaforma fornitore presunto, ed è lei a riscuotere l'imposta del Paese del compratore e a versarla con il proprio numero, che fornisce al venditore per la dichiarazione doganale e solo per le vendite fatte lì. L'iscrizione a proprio nome serve invece se vendi anche dal tuo sito, che è un canale diverso. Un'eccezione dichiarata dalla piattaforma: verso la Francia riscuote su tutte le spedizioni, senza soglia. Come la piattaforma tratti in concreto le spedizioni in partenza dalle isole resta una verifica da fare sul tuo account prima di impostare i prezzi.
Compro oggetti usati da privati per rivenderli: pago un'imposta sull'acquisto?
Di regola sì. Quando chi vende è un privato l'operazione resta nell'imposta sulle trasmissioni patrimoniali onerose ed è l'acquirente a doverla pagare; alle Canarie il tipo previsto in via generale per i beni mobili è il 5,5 %. Chi compra regolarmente da privati per rivendere presenta una sola autoliquidazione al mese, che raccoglie tutte le operazioni del periodo. L'unica esenzione pensata per i rivenditori abituali riguarda i veicoli usati ed è provvisoria: diventa definitiva solo con la rivendita entro l'anno.
Ho appena traslocato alle Canarie: devo cambiare qualcosa sull'account eBay?
Sì, e prima possibile: indirizzo, intestazione del venditore e numero d'imposta. Sono i dati che la piattaforma usa sia per decidere il trattamento dell'imposta sulle tue vendite, sia per stabilire a quale amministrazione trasmettere la comunicazione annuale. Lasciarli fermi ai dati italiani mentre si dichiara in Spagna è il modo più semplice per ricevere una richiesta di chiarimenti su incassi già dichiarati.
Mi conviene la ZEC al 4 % per il mio negozio eBay?
Per chi lavora da solo, no: il regime della Zona Especial Canaria chiede un investimento minimo di 100.000 euro e cinque posti di lavoro a Gran Canaria e Tenerife — 50.000 euro e tre nelle isole minori —, un'attività compresa fra quelle ammesse e l'autorizzazione del Consorcio. Sono condizioni pensate per progetti con struttura, e dirlo prima è più utile che scoprirlo dopo aver costituito una società.
Le altre attività digitali
Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.
Parliamo di che cosa vendi davvero
Ci racconti che cosa vendi, da dove arriva e chi lo compra. Ti diciamo se e da quando c'è un'attività economica, che cosa va aperto e in che ordine, e quali verifiche facciamo sul tuo account prima di toccare i prezzi.
- Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
- In videochiamata, oppure nel nostro ufficio a Las Palmas.
- Ti diciamo anche quando non conviene: capita, e lo diciamo.
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Ventinove pagine: i nove passi nell'ordine in cui servono davvero, i costi indicativi, gli errori che costano cari e i link ufficiali. Nei tre mesi dopo ti scriviamo noi dello studio, un passaggio alla volta: nessun indirizzo ceduto a terzi, e ci si cancella con un clic.
- 29 pagine
- Edizione 2026/2027