Self publishing: non vendi libri, cedi diritti. Da lì cambia tutto.
Chi si autopubblica non consegna merce a nessuno: cede a una piattaforma il diritto di riprodurre e vendere la propria opera, e in cambio riceve una royalty. Finché a vendere è la piattaforma, niente attraversa la frontiera canaria — e proprio per questo le tasse sul self publishing non si giocano su IGIC e spedizioni, ma su come si qualifica il reddito, su quali rubriche servono davvero e su che cosa è già stato trattenuto prima che il denaro parta.
- 864il gruppo delle tariffe riservato agli scrittori, dal 2023
- 476.1l'edizione di libri: la rubrica di chi pubblica, non di chi scrive
- Zerolibri che escono dalle isole, finché a vendere è la piattaforma
Due mestieri in uno: chi scrive il libro e chi lo pubblica
Quando ti autopubblichi fai due cose che l'ordinamento tiene distinte. Sei autore: cedi a una piattaforma il diritto di riprodurre e vendere la tua opera, e in cambio ricevi una royalty. E sei editore: decidi prezzo, copertina, formato e distribuzione, e in certi casi vendi tu stesso le copie. Sono due attività, e nelle tariffe dell'imposta sulle attività economiche hanno due rubriche diverse.
Dal 1° gennaio 2023 gli scrittori hanno un gruppo tutto loro — il 864, «Escritores y guionistas», aggiunto dalla legge di bilancio statale per il 2023 — e con la stessa norma l'intera famiglia delle professioni liberali è stata ribattezzata per comprendervi espressamente quelle letterarie. L'edizione in proprio, invece, ha una rubrica sua: l'epígrafe 476.1, «Edición de libros». Che l'autore-editore esista non è una nostra interpretazione, è scritto nelle tariffe: una nota di quell'epígrafe porta la quota al 75% di quella ordinaria proprio per il caso in cui a editare sia l'autore dell'opera.
È qui che nasce l'equivoco più diffuso, e ha due facce: chi guarda solo alla professione lascia fuori l'attività di edizione e di vendita; chi guarda solo all'attività d'impresa perde di vista il trattamento proprio della cessione dei diritti d'autore, che ha regole sue. C'è poi una variante recente dello stesso equivoco: continuare a usare il gruppo dei pittori, degli scultori e degli incisori, che fino al 2022 era la strada percorsa per analogia e oggi non lo è più. Resta invece la rubrica giusta per chi illustra i propri libri: che è un terzo mestiere ancora.
Il percorso di un euro di copertina: tre modi di vendere, tre esiti fiscali
Lo stesso testo, lo stesso lettore, lo stesso prezzo. Cambia una cosa sola — come la copia arriva a chi legge — e cambiano la natura dell'incasso, il documento che emetti e le amministrazioni con cui hai a che fare. Il primo caso è quello di quasi tutti; il terzo è un altro mestiere che comincia senza annunciarsi.
Carichi il file, la piattaforma lo vende ai lettori in ogni mercato e ti accredita una royalty. Non tocchi mai una copia e non ne parte nessuna dalle isole.
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Chi vende al lettore
La piattaforma. È lei che incassa il prezzo e che applica e versa l'imposta sul consumo del Paese di chi compra. Quella imposta non transita da te e non entra nelle tue dichiarazioni.
non è una tua vendita -
Che cosa incassi
Una royalty: il corrispettivo per aver ceduto il diritto di riprodurre e vendere l'opera. Sui mercati europei di Amazon i pagamenti sono emessi da Amazon Media EU S.à r.l., una società lussemburghese — è la piattaforma stessa a scriverlo nelle proprie pagine di aiuto.
royalty, non ricavo di vendita -
L'imposta indiretta
Stai prestando un servizio a un'impresa stabilita fuori dalle isole. Per la regola del luogo del destinatario l'operazione non si localizza alle Canarie: tecnicamente non è «esente», è non soggetta, e la differenza si vede quando si tratta di detrarre.
fattura senza IGIC -
Il documento
Per le royalty digitali Amazon chiede agli autori stabiliti nell'Unione una fattura mensile, da consegnare entro trenta giorni dal rendiconto definitivo. Il rendiconto che trovi nel pannello non la sostituisce.
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Che cosa dichiari
Il rendimento netto nell'imposta sul reddito spagnola. Sull'operazione l'IGIC non è dovuto, ma la posizione resta aperta e gli obblighi dichiarativi periodici restano.
IRPF · dichiarazioni IGIC
Stessa piattaforma, oggetto diverso. Quando qualcuno compra il tuo libro cartaceo ne viene fabbricata una copia per evadere quell'ordine, e tu ricevi una royalty: lo dice la pagina di aiuto della piattaforma.
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Chi stampa
La copia si produce per quell'ordine, negli stabilimenti del mercato in cui il lettore compra: è l'organizzazione logistica della piattaforma, non una regola fiscale. Quello che conta per te è che non passa dalle tue mani, non entra nel tuo magazzino e non parte dalle isole per conto tuo.
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Come si forma la royalty
La formula pubblicata da Amazon è: aliquota di royalty per prezzo di listino, meno i costi di stampa. L'aliquota è del 50% o del 60% secondo il prezzo di listino e il mercato, e scende al 40% nella distribuzione estesa; i costi di stampa dipendono da formato, numero di pagine e inchiostro.
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Che cosa incassi
Ancora una royalty, non il prezzo del libro. Prezzo di copertina, ricavo e royalty sono tre numeri diversi: confonderli è l'errore contabile che vediamo più spesso in questo mestiere.
royalty, al netto della stampa -
La dogana
Per te non esiste, perché non stai esportando niente. Se il lettore si trova alle Canarie la copia entra comunque nelle isole con le formalità del caso, ma quella non è un'operazione tua.
nessun adempimento doganale tuo -
Che cosa dichiari
Come per l'ebook: rendimento netto nell'imposta sul reddito, e fattura senza imposta indiretta verso la società che ti paga. Le vendite di cartaceo, però, restano fuori dalla fattura mensile richiesta per le royalty digitali: sono due flussi da tenere separati fin dal primo mese.
Il tuo sito, le presentazioni, le librerie, la scatola di copie in salotto. Qui cambia il mestiere: non cedi più un diritto, vendi un bene — e torna tutto quello che nel self publishing non c'era.
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Che cosa incassi
Un ricavo di vendita, non una royalty. È un'altra qualificazione, un'altra contabilità e — quasi sempre — un'altra rubrica delle tariffe.
vendita di beni -
Se spedisci in Italia
L'uscita dalle isole è un'esportazione, esente dall'imposta indiretta canaria, con la sua dichiarazione doganale; all'ingresso in Italia si applica l'IVA all'importazione, e dal 1° luglio 2021 non esiste più franchigia per i piccoli invii: si paga dal primo euro.
dichiarazione doganale · IVA di destinazione -
La semplificazione
Per le spedizioni fino a 150 euro c'è il regime d'importazione dello sportello unico. L'Agencia Tributaria riconosce a chi ha la sede alle Canarie e nessuna stabile organizzazione nel territorio dell'Unione la possibilità di usarlo senza designare un intermediario, iscrivendosi con il modello 035 e dichiarando con il 369.
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Se vendi qui
Una copia venduta a un lettore canario è una consegna interna, e i libri hanno il tipo cero dell'IGIC: aliquota zero. Attenzione al lessico, perché qui si decide una cosa concreta: zero non è esente, e con il tipo cero l'imposta pagata sugli acquisti resta detraibile.
IGIC allo 0% -
Che cosa dichiari
L'imposta sul reddito sul rendimento, le autoliquidazioni periodiche dell'IGIC e, se usi il regime d'importazione, la sua dichiarazione dedicata. Tre calendari invece di uno.
Nei primi due casi la dogana non è mai un tuo problema. Nel terzo lo diventa sempre.
IGIC e self publishing: quando non è dovuto, quando è zero e quando è il 7%
«Devo mettere l'IGIC?» è la domanda che arriva per prima, e ha tre risposte diverse a seconda dell'operazione. Non sono sinonimi: non soggetta, tipo cero ed esente producono conseguenze opposte proprio dove conta, cioè sul diritto di detrarre l'imposta che hai pagato tu sugli acquisti.
Il tipo cero sui libri
Le consegne di libri, giornali e riviste hanno l'aliquota zero, e la norma include espressamente il caso in cui abbiano la natura di servizi prestati per via elettronica: il libro elettronico c'è, con due esclusioni — ciò che è in sostanza pubblicità e ciò che consiste in prevalenza in contenuti video o in musica ascoltabile. Dove cada l'audiolibro, fra queste due righe, non è pacifico.
Ley 4/2012 de Canarias, art. 52, lettera d)Il tipo generale
È l'aliquota generale dell'IGIC: quella che torna sulle operazioni che restano dentro le isole e che non hanno un tipo proprio. Per un autore-editore compare più spesso di quanto si creda — per esempio su un servizio prestato a un committente canario che non rientri nell'esenzione di cui qui accanto.
Ley 4/2012 de Canarias, art. 51.1, lettera d)L'esenzione degli autori
È l'ordinale dell'esenzione prevista per i servizi professionali il cui corrispettivo consiste in diritti d'autore, prestati da persone fisiche: gli scrittori ci sono, per nome. Ha però due rovesci che vanno detti subito: vale solo sulle operazioni che si localizzano alle isole, e chi effettua operazioni esenti non detrae l'imposta sugli acquisti. Una società non ne beneficia.
Ley 4/2012 de Canarias, art. 50, apartado Uno, ordinale 28º
Editing, copertina, traduzione: è qui che l'autore diventa editore
Un libro autopubblicato è fatto anche del lavoro di altri: chi corregge, chi impagina, chi traduce, chi disegna la copertina. Sono costi dell'attività, e per dedurli servono documenti veri. C'è di più: quando paghi un professionista spagnolo diventi tu sostituto d'imposta, con la ritenuta da applicare e la dichiarazione periodica da presentare. E la cessione dei diritti di chi ha lavorato con te va messa per iscritto: altrimenti stai vendendo un'opera di cui non possiedi tutti i diritti.
Mettiamo in ordine il tuo catalogoDa dove arriva il denaro, e che cosa è già stato trattenuto
Fra il lettore che compra e il tuo conto ci sono almeno tre ordinamenti, e nessuno di loro ti manda un documento che tenga conto degli altri due. Ricostruire quel percorso è metà del lavoro di una dichiarazione fatta bene.
- 1 · Il lettore pagaCompra dalla piattaforma, nel suo Paese e nella sua valuta. L'imposta sul consumo la applica e la versa lei: non è tua, e non va cercata nei tuoi registri.
- 2 · La piattaforma trattieneLa sua commissione e, per il cartaceo, il costo di stampa. Quello che resta è la royalty maturata — che non è ancora quello che ti arriva sul conto.
- 3 · Gli Stati Uniti guardanoSulle vendite statunitensi Amazon applica una ritenuta del 30% quando manca il questionario fiscale — nel pannello si chiama intervista fiscale. Compilato come si deve, per un residente fiscale in Spagna la convenzione con gli Stati Uniti prevede che i canoni siano tassati soltanto nello Stato di residenza.
- 4 · Il Lussemburgo pagaLe royalty dei mercati europei le paga una società lussemburghese, e le paga al lordo: da lì non arriva nessuna ritenuta. Il Lussemburgo conta per un'altra ragione — è verso quella società che va emessa la fattura.
Partita IVA per vendere libri su Amazon: il rendiconto non è una fattura
Il pannello della piattaforma ti dice quanto hai maturato. È un documento suo, fatto per rendicontare a te: non è la tua contabilità, e non è il documento che un'amministrazione si aspetta di trovare. Da qui nascono due errori gemelli: dichiarare quello che si è prelevato invece di quello che si è maturato, e considerare chiusa la pratica documentale perché «il riepilogo ce l'ho».
Per le royalty digitali Amazon chiede agli autori stabiliti nell'Unione una fattura mensile, da consegnare entro trenta giorni dal rendiconto definitivo. Esiste anche la strada opposta — è la piattaforma a emettere il documento per conto dell'autore — ma la sua stessa pagina la riserva a chi ha un numero di identificazione IVA registrato nell'Unione. Un autonomo canario, di regola, non ne ha uno: le isole restano fuori dal territorio IVA comune pur essendo dentro l'Unione. Resta quindi la fattura propria.
Come vada compilata in concreto quella fattura mensile, e che cosa la piattaforma accetti al posto del numero identificativo comunitario, è una delle domande che portiamo in consulenza con il caso davanti: non è una regola che si possa scrivere uguale per tutti, ed è anche il motivo per cui la posizione va sistemata prima del primo rendiconto e non dopo il terzo.
Autore, editore, o tutti e due? Le domande da cui partiamo
Nell'ordine in cui le facciamo davvero, perché l'ordine conta: la seconda domanda non ha senso finché la prima non ha una risposta solida. Non è un calcolatore e non dà un esito — serve a capire di che cosa parleremo.
Oggi dove sei residente fiscale?
È il presupposto di tutto il resto. Se la risposta non è netta, i conti si fanno due volte — e vale la seconda.
Chi decide prezzo, copertina e distribuzione dei tuoi libri?
È la domanda che separa l'autore dall'editore, e decide quante rubriche ti servono.
Due attività, e nessuna dogana
È il caso più frequente: scrivere e pubblicare sono due attività distinte, e nelle tariffe hanno due rubriche diverse — quali vadano aperte davvero si guarda insieme, perché è da lì che discendono gli obblighi periodici. Nessuna merce si muove per conto tuo, quindi la partita si gioca tutta su qualificazione del reddito, ritenute all'origine e documenti verso la piattaforma. Il capitolo da preparare per primo, invece, è quello previdenziale, perché non aspetta il primo incasso: contributi del primo anno, tarifa plana e cuota cero.
Hai aggiunto un mestiere: la vendita di beni
Dal giorno in cui una copia parte da te, torna il mondo che nel self publishing non c'era: uscita dalle isole, dichiarazione doganale, imposta di destinazione, regime d'importazione per le spedizioni piccole. Non è un ostacolo, è un'altra pratica — e va impostata prima di aprire il carrello, non dopo il primo reso: vendere online dalle Canarie fra IGIC e dogana.
Allora sei autore e basta, ed è un altro impianto
Se il rischio editoriale se lo prende un editore terzo, tu cedi diritti e incassi royalty: cambia la rubrica, può entrare in gioco l'esenzione riservata alle persone fisiche — con il suo rovescio sulla detrazione — e, se chi paga è stabilito in Spagna, compare una ritenuta che un pagatore estero non applica. È il caso in cui la cosa più utile che possiamo fare è leggere il contratto prima della firma.
Prima la residenza, poi i libri
Finché per l'Italia sei residente, i tuoi redditi mondiali si dichiarano lì e l'impianto canario non regge: pubblicare si può da ovunque, ma la posizione fiscale segue le persone, non i file. Il percorso corretto è iscrizione all'AIRE, residenza effettiva e documentata, chiusura ordinata della posizione italiana — e va fatto davvero, non sulla carta: residenza fiscale alle Canarie e iscrizione all'AIRE.
Tasse sul self publishing: quello che ci chiedono
Le royalty di Amazon KDP sono diritti d'autore o reddito d'impresa?
Dipende da quanti mestieri fai, e quasi sempre li fai tutti e due. Cedere il diritto di riprodurre e vendere la tua opera è una prestazione professionale d'autore; decidere prezzo, copertina e distribuzione, e mettere sul mercato titoli tuoi in modo continuativo, è attività editoriale. Le tariffe le tengono distinte: dal 1° gennaio 2023 lo scrittore ha un gruppo suo, l'864, e l'edizione di libri ha il proprio epígrafe, il 476.1. Quali rubriche servano nel caso concreto si decide sull'attività che svolgi davvero — ma la qualificazione decide gli adempimenti, e si fissa all'inizio, non alla prima verifica.
Devo mettere l'IGIC sulle royalty che mi paga la piattaforma?
In via generale no, quando chi ti paga è un'impresa stabilita fuori dalle isole: per la regola del luogo del destinatario l'operazione non si localizza alle Canarie. Attenzione alle parole, perché non sono intercambiabili: non è «esente», è non soggetta, e la differenza si vede sul diritto di detrarre l'imposta che hai pagato sugli acquisti. L'IGIC torna a riguardarti sulle operazioni che restano dentro le isole — e sui libri venduti qui l'aliquota è zero, che è ancora un'altra cosa.
Perché sulle vendite americane mi hanno trattenuto il 30%?
Perché manca, o è compilato con dati sbagliati, il questionario fiscale della piattaforma: senza il modulo che dichiara il tuo status di non residente negli Stati Uniti e chiede il beneficio convenzionale, la ritenuta è quella piena. Per chiederlo serve un codice fiscale — quello statunitense o, in mancanza, quello del tuo Paese di residenza. Con il questionario in ordine, la convenzione fra Spagna e Stati Uniti, nella versione in vigore dal novembre 2019, prevede che i canoni siano tassati soltanto nello Stato di residenza del beneficiario effettivo. È una condizione, non un automatismo: dipende da dove risiedi davvero e dal superamento della clausola di limitazione dei benefici.
Se a pagarmi è un editore italiano o spagnolo, mi trattengono qualcosa?
Sì, e sono due meccanismi diversi. Un pagatore spagnolo applica la ritenuta prevista per i redditi da proprietà intellettuale, il 15%, con un 7% riservato a casi specifici — uno dei quali il contribuente deve comunicare per iscritto al pagatore, che ne conserva la comunicazione firmata. Da non confondere con l'altro 7%, quello dei professionisti che iniziano l'attività. Se invece a pagarti è un editore italiano, entra la convenzione fra Italia e Spagna, che per i canoni d'autore su opere letterarie, drammatiche, musicali o artistiche prevede il 4%, contro l'8% degli altri canoni. Un pagatore lussemburghese o statunitense, invece, non applica ritenute spagnole: sono ordinamenti diversi. Aliquote alla data di aggiornamento di questa pagina, da verificare sul contratto vero.
Se sono io a vendere le copie cartacee ai lettori italiani, cambia qualcosa?
Cambia tutto. Finché vende la piattaforma tu incassi una royalty e nessun libro esce dalle isole. Se vendi tu dal tuo sito, in fiera o alle presentazioni e poi spedisci, quella è un'esportazione: dichiarazione doganale, IVA all'importazione nel Paese di destinazione dal primo euro, ed eventualmente il regime d'importazione per le spedizioni fino a 150 euro. Sono due mondi diversi con due contabilità diverse, e la differenza va decisa prima, non alla prima spedizione fermata.
Mi conviene aprire una società per i miei libri, o guardare la ZEC al 4%?
Quasi mai all'inizio. Da autonomo si parte prima e con meno struttura: per il primo anno esiste una quota previdenziale ridotta statale, che però va chiesta espressamente al momento dell'apertura della posizione e non arriva da sola; la cuota cero canaria può arrivare a rimborsare le quote versate, ma è una sovvenzione a dotazione limitata, concessa in ordine di presentazione fino a esaurimento e legata a una domanda da presentare nei termini: si pianifica, non si dà per acquisita. Sulla ZEC è giusto essere netti: chiede una società di nuova costituzione, direzione effettiva alle isole, un investimento minimo nei primi due anni e la creazione di cinque posti di lavoro entro sei mesi — tre se la sede è in un'isola diversa da Gran Canaria e Tenerife — e va anche verificato se l'attività rientri fra quelle ammesse. Non è la struttura di un autore che pubblica da solo. Il confronto vero è un altro: autónomo o società, che cosa cambia davvero.
Se le piattaforme comunicano i miei dati al fisco, che cosa devo presentare io?
Su quel fronte, niente: la comunicazione delle informazioni sui venditori è un obbligo della piattaforma, che si iscrive a un registro e presenta una dichiarazione informativa annuale. Chi vende non presenta nulla, viene comunicato — e le informazioni raccolte circolano fra le amministrazioni degli Stati membri. Se un autore che si autopubblica rientri o no in quel perimetro è tutt'altro che scontato, visto che l'attività di vendita la compie la piattaforma. Il punto pratico, però, non cambia: lo scambio automatico di informazioni è ormai la regola, e l'idea che «tanto non lo sanno» non regge più.
Le altre attività digitali
Ogni attività ha la sua pagina, perché i problemi non sono gli stessi: chi vende merce incontra la dogana, chi vende servizi incontra il luogo della prestazione, chi investe incontra i report del broker.
Parliamo del tuo catalogo, non solo del prossimo libro
Ci racconti che cosa hai già pubblicato, da chi incassi e dove sei residente oggi. Ti diciamo quali rubriche servono, quali documenti la piattaforma ti chiederà e in che ordine si fanno le cose.
- Un'ora con un commercialista dello studio, in italiano.
- In videochiamata, oppure nel nostro ufficio a Las Palmas.
- Ti diciamo anche quando non conviene: capita, e lo diciamo.
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Ventinove pagine: i nove passi nell'ordine in cui servono davvero, i costi indicativi, gli errori che costano cari e i link ufficiali. Nei tre mesi dopo ti scriviamo noi dello studio, un passaggio alla volta: nessun indirizzo ceduto a terzi, e ci si cancella con un clic.
- 29 pagine
- Edizione 2026/2027